Attualità
27 Agosto 2016
Assegnati 26 alloggi. Sapigni: "Primo social housing per aiutare la fascia grigia della popolazione"

Acer in via Bianchi, chiavi in mano per una nuova casa

di Elisa Fornasini | 2 min

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Famiglie con bambini che giocano in giardino, giovani coppie pronte a costruire il loro nido d’amore, persone anziane e single che si trovano un nuovo ‘covo’ tutto per loro. Tutti desiderosi di iniziare una nuova vita nella loro nuova casa.

Sono i primi inquilini del complesso di edilizia residenziale sociale (Ers) in via Gustavo Bianchi, inaugurato a maggio, che ieri mattina hanno ricevuto le chiavi in mano per poter entrare nei nuovi appartamenti.

Acer e Comune di Ferrara – finanziatori del progetto per 1,44 milioni insieme alla Regione che ha concesso contributi per 3,36 milioni, per un costo complessivo di 4,8 milioni – hanno assegnato tramite bando pubblico 26 dei 43 alloggi disponibili ma nelle prossime 2-3 settimane, scorrendo la graduatoria, verranno consegnate tutte le abitazioni.

“Finalmente le persone iniziano ad occupare fisicamente questi spazi, il primo social housing in città – ricorda l’assessore ai Servizi alla Persona Chiara Sapigni – per venire incontro alle esigenze abitative della cosiddetta fascia grigia della popolazione, ovvero chi ha un reddito troppo basso per accedere al libero mercato delle locazioni ma troppo alto per entrare nell’edilizia residenziale pubblica”.

L’affitto varia da 212 a 352 euro in base alla metratura degli immobili (70 mq per gli appartamenti con due stanze da letto e 50 mq per una sola stanza, ndr). Un canone calmierato che ha fatto gola a 208 nuclei familiari ma, dopo le verifiche dei requisiti e le eliminazioni delle domande mal compilate, sono rimaste 121 richieste. Oggi sono 26 i ‘fortunati’ che accedono agli alloggi, accompagnati da un tecnico per spiegare gli aspetti tecnici della casa.

“Siamo orgogliosi di questo intervento totalmente pubblico di riqualificazione urbana di alta qualità – interviene l’assessore all’Urbanistica Roberta Fusari – perché abbiamo preferito recuperare gli edifici esistenti, fatiscenti e in disuso, piuttosto che costruire nuove abitazioni. Così ridiamo vita a un tessuto del quartiere già esistente e che era stato abbandonato”.

Per Acer si tratta solo dell’inizio. “È una splendida opera e speriamo di continuare su questa strada” anticipa il presidente Daniele Palumbo che si augura che “queste esperienze di edilizia residenziale sociale possano continuare in città perché questo tipo di necessità è destinato a crescere”.

“Buona casa a tutti, sentiamoci per vivere bene il quartiere” è l’ultimo augurio lanciato dalla Sapigni agli inquilini presenti, già in pole position per intessere le prime relazioni di vicinato e prendere confidenza con quella che da oggi sarà la loro nuova casa.

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