“Ci hanno riferito che la convenzione non è ancora stata firmata e che si sono presi 60 giorni di tempo per fare i controlli”. È quanto afferma ai taccuini Natale Vitali, segretario dalla Fp-Cgil dopo l’incontro di questa mattina avuto con i dirigenti Ausl Mauro Marabini e Stefano Carlini sul ‘caos ambulanze’.
Una risposta, quella ricevuta dai sindacati e riferita dagli stessi alla stampa, che rischia di generare ancora più malumori e inasprire le polemiche: l’affidamento del servizio di trasporto infermi di emergenza alle associazioni di volontariato (per 1,8 milioni di euro nello specifico) è infatti già operativo, nonostante – lo si apprende ora – la convenzione non sia stata firmata e i vertici dell’Ausl si siano presi due mesi di tempo per effettuare i controlli sulle riserve sollevate dai sindacati: su tutte, l’idoneità delle ambulanze usate e la lunghezza dei turni svolti dagli operatori del volontariato. E, a questo punto, se i controlli vengono fatti ora, ritornano in mente le domande poste in una lettera aperta da Canella e Vitali non più tardi di due settimane fa: chi e come fa i controlli nel percorso per l’accreditamento?
“Abbiamo reiterato la richiesta di ritirare la determina – racconta Vitali – perché qui è in gioco la garanzia e la qualità del servizio rispetto al mancato controllo dei turni di lavoro dei volontari, che in alcuni casi sono di 60 ore di fila”.
Fp-Cgil e Cisl-Fp hanno inoltre consegnato le prime 2mila firme raccolte da sabato nel presidio in piazza Savonarola (un altro migliaio sono arrivate dalla piattaforma online Change.org).
Il direttore generale Marabini smorza un po’ la questione: “Sono aspetti procedurali, si può avere questo periodo di tempo per monitorare l’attività e arrivare alla firma definitiva della convenzione – spiega a Estense.com -. Al momento le associazioni operano in base alle autorizzazioni che hanno. Quello che facciamo è un’aggiunta rispetto all’accreditamento, una maggiore tutela, vista le polemiche e il contesto delicato e importante”. Maggiori tutele che, a detta del dg, arriveranno anche con la convenzione: “Ne conterrà di ulteriori, con vincoli sulla qualità del servizio e potremo andare a porre dei vincoli anche per quanto riguarda l’aspetto degli orari di lavoro”.
La vicenda ha ormai sconfinato il perimetro di Ferrara. Per il pomeriggio di mercoledì erano attesi alcuni autisti del 118 da Modena, in arrivo per portare solidarietà ai lavoratori della Cidas. Di più, l’assessore regionale Sergio Venturi ha comunicato ai sindacati l’apertura di un tavolo il cui primo incontro sarà l’11 agosto prossimo. Nel frattempo le segreterie generali di Cgil, Cisl e Uil si sono mosse per chiedere la convocazione della Conferenza territoriale socio sanitaria e discutere la questione con i sindaci della provincia.
Entro venerdì prossimo, inoltre, l’Ausl si è impegnata per redigere in forma scritta una proposta sui problemi sollevati da Cisl e Cgil e presentarla in un incontro già fissato.
La situazione del trasporto d’emergenza/urgenza rischia di far passare in secondo piano la questione del piano occupazionale, oggetto di un secondo incontro con i sindacati nella giornata di mercoledì. “Tradotto – afferma Vitali -, il piano è lo smembramento della sanità pubblica: ci saranno 18 figure nuove: 8 sono dirigenti, 6 infermieri, un tecnico della riabilitazione e 4 operatori socio sanitari”. Sembrerebbe una buona cosa, se non fosse che, continua Vitali “non sono posti in aggiunta ma la stabilizzazione di posti già esistenti. Non c’è nemmeno la copertura dei 45 infermieri minimi per garantire il rispetto degli orari di lavoro e dei riposi. Sono meno degli interinali che usano oggi”. Ancora peggio, se si pensa che “nei primi sei mesi di quest’anno sono andate via pi di 60 persone e ne prendono solo 18”.
Un calderone in cui, spiega Vitali, “ci sono cessazioni per oltre 130 unità e il piano di assunzioni non copre neppure il 20%”.
A sorprendere i sindacati è poi il fatto che “ci hanno detto che si tratta di una decisione tuta aziendale, la Regione aveva dato dei margini di manovra più ampi”. “La giustificazione che hanno usato – aggiunge Claudia Canella, della Cisl-Fp – è che nel panorama regionale Ferrara è quella con più personale e con gli stipendi più alti. Ma, almeno su questo secondo punto non è vero: nelle altre aziende sanitarie della regione ci sono state della cause, vinte, per il recupero di somme non date negli anni precedenti”. “Inoltre anche quest’anno assumono un nuovo dirigente per la Direzione medica di presidio – afferma Vitali -. Continuano a tagliare ma ogni anno ne mettono uno”.
“Tutto si inserisce in un piano incomprensibile”, gli fa eco Canella, ed entrambi concordano anche su un altro punto: “Si vede che manca un direttore generale, è fondamentale che ne venga nominato uno”.
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