“Non c’è nessun accordo, nessuna delibera dei due cda di Cassa Depositi e Prestiti, siamo al punto di partenza”. È la scoperta di Nicola Lodi annunciata ieri (giovedì) pomeriggio davanti al Palaspecchi, a poche ore dall’incontro milanese con Paola Delmonte, direttrice responsabile social housing del fondo Cdp coinvolto nel progetto di riqualificazione dell’ex direzionale di via Beethoven.
“Il colloquio è durato una mezz’oretta – racconta il responsabile sicurezza della Lega Nord di Ferrara –. All’inizio la Delmonte si è rifiutata di riceverci, abbiamo aspettato oltre un’ora e minacciato di incatenarci. Alla fine ci ha fatti salire scortati dalla polizia”.
Dalla discussione sono uscite dichiarazioni definite dal leghista “sconcertanti”. “Tagliani dice solo balle: non c’è nessun semaforo verde ma, anzi, due semafori rossi. Probabilmente ha avuto fretta di annunciare l’ok perché ha paura dei cittadini quando scendono in piazza”.
Ma “ora la verità viene a galla”: “Il progetto è fermo perché la Cdp sta analizzando le problematiche economiche e legali di Parnasi e Vittadello – spiega Lodi -. Con questo stop siamo al punto di partenza di un anno fa. Nutriamo seri dubbi che questo progetto vada in porto”.
E allora si torna a chiedere l’abbattimento. Un’opzione che, però, non è proprio contemplata. “Il Cdp non è intenzionato a demolire ma, anzi, sminuisce la situazione di degrado dell’area. La Delmonte ha visitato l’immobile la settimana scorsa ma si è fermata all’esterno, tanto che ha detto, cito testualmente: ‘Al Palaspecchi non ho visto e dubito che ci siano inquilini abusivi’. La smentiscono i fatti, oggi sono stati identificati due abusivi”.
Dubbi anche sulle tempistiche: “La Delmonte parla al futuro e dice di prendere in considerazione ogni segnalazione ma non fa sapere i tempi. Questa operazione parte già fallimentare – dichiara Lodi -. E’ un palazzo nato con la mafia”.

Emiliano De Angelis, presidente dell’associazione Riprendiamoci Ferrara
La Lega propone quindi un’altra soluzione drastica: il pignoramento. “Il Comune può e deve pignorare il palazzo con Equitalia e, quando l’asta andrà a vuoto, rientrerà del bene da fare abbattere con un milione e 300mila euro”. Una visione un po’ troppo semplicistica di come funziona realmente il procedimento amministrativo.
Vengono tirate fuori anche proposte ‘alternative’ fuori contesto: “Se Tagliani non riesce a farsi dare i 4 milioni che Parnasi deve al Comune per l’Imu arretrato del suo palazzo-bancomat, allora dia meno soldi a Camelot e vengano loro a pulire la feccia di 30 anni”. Cosa c’entri la cooperativa che gestisce l’accoglienza in città non è ben chiaro.
“Non molliamo la presa: ci opporremmo fino all’ultimo e continueremo a puntare i piedi contro la realizzazione di un Palaspecchi 2” annuncia Lodi ai residenti presenti, a cui dice che “dovete tenervi i topi in casa ancora per un po’”.
Presenti anche i responsabili della neonata associazione Riprendiamoci Ferrara: “Appoggiamo l’idea di Lodi e combattiamo insieme a lui per far buttare giù questa mostruosità. Non è possibile rimetterlo a posto, è da 20 anni che è sott’acqua” commenta il presidente Emiliano De Angelis, affiancato dal direttivo composto da Mirko Farina, Lorenzo Teodori e Marco Moretti.
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