Tutto pronto per la trasferta milanese della Lega Nord. Una cinquantina di ferraresi capitanati da Nicola ‘Naomo’ Lodi, responsabile sicurezza del Carroccio, partirà domani, mercoledì 20 luglio alle 6, in pullman dal Bennet per manifestare davanti alla Cassa Depositi e Prestiti.
Lo scopo del sit-in, che si spera possa sfociare in un incontro con la responsabile social housing di Cdp Paola Delmonte come successo lo scorso aprile, “anche se in questi mesi si è sempre negata con un continuo silenzio e la voglia di andare avanti senza ascoltare ragioni”, è quello di “chiedere lo stop definitivo dell’investimento fallimentare da 40 milioni di euro per riqualificare il Palaspecchi”.
A dare manforte a questa battaglia ci dovrebbero essere anche il leader della Lega Matteo Salvini e il consigliere leghista del Comune di Milano Alessandro Morelli.
La protesta continuerà anche in città: alle 18, al ritorno da Milano, la carovana di attivisti si fermerà sotto al palazzo degli Specchi per un presidio insieme ai promotori della neonata associazione Riprendiamoci Ferrara. Seguirà, a data da decidere, una manifestazione in piazza Municipale.
“Il nostro obiettivo principale è la demolizione” ribadisce Lodi, ma c’è una novità. Dopo aver fatto tabula rasa, il responsabile del Carroccio si dice aperto al confronto con Comune e proprietario Luca Parnasi per valutare una “formula di riqualificazione dell’area che offra un servizio per la comunità: caserme, asili, ospizi, strutture sportive o, perché no, una vera e propria città dello sport”.
“Quando si rade al suolo tutto, si può decidere di costruire qualsiasi cosa, basta avere coraggio e trasparenza” commenta Lodi. Va bene tutto, quindi, “tranne realizzare 268 alloggi di social housing quando ce ne sono 4mila sfitti” perché si rischia di “creare un altro ghetto come il Darsena City e grattacielo” in un’area “appetibile a livello commerciale e che fa gola al ‘palazzinaro’ romano Parnasi”.
L’importante è, quindi, “accendere il semaforo rosso su questo fantomatico progetto di un imprenditore in difficoltà economiche che continua a non pagare i suoi debiti di qualche milione di euro e continua a creare problemi con l’amministrazione. Parnasi è stato un bancomat, fa debiti per sanare altri debiti, rischiamo di cadere in uno scandalo milionario da 40 milioni di euro”.
Tra le richieste permane quella al Comune di “attivare un’ordinanza contingibile e urgente per bonificare la zona: da un anno il sindaco Tagliani annuncia ogni mese la fine di questo progetto, le guardie, lo sgombero soft, la bonifica delle vasche entro giugno. Siamo già a luglio ma agli annunci strombazzanti non sono seguiti i fatti. L’acqua delle vasche sta marcendo, serve urgentemente l’intervento di Asl e Arpae”.
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