Lun 4 Lug 2016 - 3986 visite
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Tagliani: “Oggi la Gad è un quartiere pericoloso”

Il sindaco a FestUnità parla anche di Carife: “L’unico possibile acquirente presentatomi dai commissari era l’ad della Popolare di Vicenza”

SAMSUNG CSCdi Marcello Celeghini

“A chi mi chiede se il Gad è un quartiere pericoloso, rispondo che oggi si, lo è”. È con questa frase che il sindaco Tagliani, dal palco di FestUnità, la festa dell’unità al centro sociale ‘Il Parco’, ammette che “negli ultimi mesi nella zona attorno alla stazione si è avuta una recrudescenza di reati che nasconderebbe una struttura criminale preoccupante”. Durante la serata il sindaco ha avuto modo di dire la propria anche su altre tematiche calde sul futuro della città, come, ad esempio, sul crac Carife, sul rilancio economico del territorio e sulle strategie di valorizzazione e promozione dei tesori artistici di Ferrara.

Dalle ‘percezioni soggettive’ di qualche anno fa, alle forti preoccupazioni oggettive di oggi sulla criminalità in zona Gad. Tiziano Tagliani, però, non ci sta a vedere accusata la sua amministrazione del fatto di avere aperto gli occhi solo ora sulla situazione del quartiere e, anzi, giustifica la diversità di approccio durante gli ultimi anni in un mutamento del tipo di problematiche del Gad. “Fino allo scorso autunno il Gad aveva problematiche legate alla convivenza tra ferraresi e cittadini extracomunitari, provenienti specialmente da alcuni stati africani- spiega Tagliani-. I problemi riguardavano il mancato rispetto della pubblica quiete, delle norme del vivere comune, la prostituzione. I crimini efferati in quel periodo accadevano in altre zone della città e del territorio. Da qualche mese a questa parte invece è avvenuto un preoccupante mutamento delle dinamiche criminali in zona Gad. Oggi abbiamo dei gruppi criminali che in quel quartiere stanno cercando adepti da reclutare per il controllo del territorio e dello spaccio. Stiamo assistendo, poi, ad un acutizzarsi dello scontro tra bande di nigeriani che hanno attriti intestini di natura tribale e religiosa”.

“Già nel 2011 scrissi al ministro dell’interno per chiedere più polizia”

“A chi ci accusa di avere aperto solo oggi gli occhi, rispondo dicendo che già nel 2011, in tempi non sospetti scrissi al ministro dell’interno per chiedere più polizia a Ferrara e sempre in quell’ottica decidemmo di spostare, nel 2012, in viale 4 Novembre il comando della Polizia Municipale– sottolinea il sindaco-. Ora, quindi, occorre un importante lavoro di intelligence per le nostre forze dell’ordine che miri a scardinare i vertici delle organizzazioni malavitose, non serve a niente prendere lo spacciatore in bicicletta. Mi chiedo io, dunque, cosa abbiano fatto le opposizioni in questi anni se non chiacchiere e, come Forza Italia, aprire una sede elettorale solo sotto elezioni in zona grattacielo”.

Se i problemi della zona Gad sono sentiti, non lo è da meno lo scossone che ha travolto Carife e i suoi risparmiatori. “Sono pienamente d’accordo con chi sostiene che Carife sia stata rovinata da una classe dirigente locale poco lungimirante – scandisce Tagliani -. Detto questo, non credo però che dal commissariamento in poi siano state messe in campo tutte le possibilità per evitare l’epilogo che conosciamo. Non c’era nessun veto dell’Ue sull’intervento del Fondo Interbancario, bastava solo che tale soluzione fosse modulata in modo da non creare conflitti con la normativa europea, dall’estate a quel 22 novembre invece non è stato fatto nulla. Carife aveva tutto il diritto di essere salvata come Tercas e CariCesena. Solo che nessuno ha avuto il coraggio di differenziarla delle altre banche (Etruria, Marche e CariChieti) che andavano verso il collasso. I commissari, poi, hanno anche loro le loro colpe. È mai possibile che l’unico possibile acquirente di Carife presentatomi dai commissari fosse l’ad della Popolare di Vicenza una delle banche più disastrate d’Italia?”.

“Carife aveva tutto il diritto di essere salvata come Tercas e CariCesena”

L’unico settore che negli ultimi anni, pur con la crisi economica e pur con la banca del territorio piegata, sta dando maggiori soddisfazioni a Ferrara è quello turistico-culturale. Secondo Tagliani, la congiuntura favorevole in termini di investimenti pubblici nei beni culturali ferraresi consentirà di progettare e programmare quanti più eventi possibili sfruttando i tesori che abbiamo in casa. “In questi anni stiamo investendo per restaurare e dare nuova vita ai nostri beni culturali molto di più di quanto non sia stato fatto negli anni ’80 al tempo di Soffritti e Cristofori, solo che all’epoca c’erano anche dei privati che investivano, ora molto pochi. Nei prossimi anni la città si riapproprierà di tutti i suoi più bei palazzi: il Castello, Palazzo Massari, Palazzo Schifanoia, Palazzo dei Diamanti”.

“Una volta restaurati questi luoghi – sostiene il sindaco – andranno poi riempiti di opere ed è per questo che ora stiamo facendo un grande sforzo per portare in giro per il mondo le opere, ad esempio, di Boldini e De Pisis. Stiamo insomma utilizzando questo momento particolarmente felice per gli investimenti pubblici per dare un nuovo volto e ancora maggiore appeal turistico alla città”.

“Anche la collezione di Sgarbi– confida Tagliani- rappresenterebbe sicuramente un valore aggiunto per Ferrara. Sono stato ad Osimo a vedere la mostra, e l’ho trovata molto interessante perché intercetta un pubblico, magari non di studiosi, ma sicuramente molto ampio. La collezione e la mostra potrebbero giungere a Ferrara magari senza le insegne di Ferrara Arte che ha una tradizione diversa”.

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