Dom 26 Giu 2016 - 896 visite
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Emergency, come spendere soldi in ‘pace’

Cecilia Strada protagonista del dibattito a Ferrara. L'intervista in esclusiva di Estense.com

b4f49a17-cccc-498e-9e12-2093c4ed1468“Afghanistan, missione incompiuta 2001-2015” è il titolo dell’ultima fatica letteraria del giornalista di Rai 3 Nico Piro.

Lo ha presentato durante la tavola rotonda organizzata da Emergency Ferrara sabato sera con Cecilia Strada e Christian Elia, moderato da Angelo Miotto. Un incontro dal titolo “I progetti di Emergency nel mondo” che non poteva non fare i conti con le tante (troppe?, ndr) zone di guerra sparse in giro per il mondo in cui l’organizzazione della grande E rossa si trova ad operare.

Piro ha presentato così il suo lavoro, frutto della sua esperienza di inviato: “Sentivo il bisogno di scrivere di quella guerra, più lunga della Seconda Guerra mondiale, costata all’Italia circa 5 miliardi di euro e più di mille agli Stati Uniti, per cercare di evitare che vengano commessi errori analoghi”, un conflitto il cui bilancio è drammatico: “un conflitto con il più alto numero di vittime civili mai registrato e ad ora non si intravede soluzione, le missioni di pace sono molto lontane dalla soluzione”.

“Dall’Afghanistan le uniche informazioni che sento sono quelle dei nostri pronto soccorsi, che ogni anno contano più feriti dell’anno precedente – fa eco Cecila Strada –, considerando quello che si è speso gli unici risultati tangibili sono questi, oltre ad un aumento della produzione di oppio, i talebani che hanno guadagnato ancora più terreno”. Prosegue Cecilia: “si parlava di 5 miliardi di euro spesi in guerra, Emergency ha speso soldi in ‘pace’, costruendo ospedali, centri di pronto soccorso, infrastrutture, mi sembra chiaro che i soldi investiti in ‘missioni di pace’ non abbiano portato risultati accettabili, forse è il momento di sperimentare un’alternativa, dare una possibilità ai diritti. Se ci ricordassimo che tanto in Afghanistan quanto in Iraq e Libia l’intervento militare non ha funzionato forse ci penseremmo meglio”.

Uno dei risultati più rilevanti delle missioni in Medio Oriente degli ultimi anni è stato quello di “mettere Sciti e Sunniti gli uni contro gli altri, armati, con conseguenze disastrose – ha aggiunto Christian Elia – soltanto in Iraq oggi si contano più di 85 mila profughi”. Un problema di narrazione del conflitto in cui si ha bisogno costante di nuovi “cattivi”: prima Al Quaeda ora il sedicente Stato Islamico (Isis, ndr): “Oggi si chiama Isis, domani avrà probabilmente un altro nome – prosegue Elia – ma non è spuntato fuori solo quando il mainstream ha iniziato a parlarne”.

Non solo Medio Oriente, ma anche Africa tra gli orizzonti in cui è presente Emergency. Proprio mentre un attentato di Al Shabaab ha fatto almeno quindici vittime in un hotel a Mogadiscio. Un continente recentemente martoriato, oltre che dal terrorismo di matrice islamica, anche dal virus Ebola. “Un’epidemia drammatica” l’ha definita Nico Piro che ha aggiunto come la narrazione intorno alla piaga gli provocò “una rivolta morale quando tutti si occupavano di ebola solo per i contagiati occidentali e per il rischio che il virus arrivasse fino a noi mentre in Africa le vittime erano ormai milioni”. Un’emergenza in cui l’apporto di Emergency fu fondamentale, “fu un fatto sociale prima ancora che medico – ricorda Cecilia Strada – agli investimenti in infrastrutture non corrisposero equivalenti investimenti di risorse per migliorare le condizioni igienico sanitarie. L’Oms si mosse tardi, alimentando il clima di ignoranza dilagante”.

Nel rivendicare il diritto a eguali trattamenti sanitari tanto in Africa quanto in Europa o nel mondo occidentale, Cecilia Strada si è poi lasciata andare ad una considerazione: “Noi aiutiamo profughi e migranti anche ‘a casa loro’, come qualche politico nostrano grida a gran voce, e stando laggiù abbiamo avuto chiaro da cosa stiano scappando, ciò su cui bisognerebbe intervenire è il ‘cerchio della guerra’: l’abolizione di ogni conflitto è la soluzione, ed il progetto futuro di Emergency”.

Esclusiva. L’intervista di Estense.com a Cecilia Strada

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