Nuovi guai giudiziari per la casa di cura ‘Istituti Polesani’ di Ficarolo, già al centro di un processo per maltrattamenti sui pazienti e di un’inchiesta per truffa e danno erariale che vede tra gli indagati il ferrarese e amministratore unico della struttura Mauro Mantovani. La procura di Rovigo ha infatti richiesto il rinvio a giudizio proprio di Mantovani con l’accusa di omicidio colposo, per non aver messo in pratica le misure di sicurezza che avrebbero potuto evitare due efferati omicidi all’interno della casa di cura.
Omicidi commessi alla fine dell’ottobre 2014 da un paziente affetto da una forma di ritardo mentale (oligofrenia) verso altri due ospiti della struttura. Il paziente in questione, un 34enne vicentino, secondo quanto emerso dalle indagini del nucleo investivo dei carabinieri, nel pomeriggio del 24 ottobre 2014 ebbe un violenta lite con un altro ospite degli Istituti Polesani, il 51enne rodigino Riccardo Tammisio, al termine della quale lo spinse facendolo cadere per terra e provocandogli una grave ferita al capo, per poi continuare a picchiarlo. Tammisio morì il giorno dopo a causa delle lesioni, dopo essere stato trasportato prima all’ospedale di Trecenta e poi a quello di Rovigo.
Ma i delitti del 34enne non erano ancora finiti: a due giorni di distanza, in piena notte, il paziente approfittò di un momento di assenza dei sorveglianti e sgattaiolò fuori dalla propria camera. Su un materasso sul pavimento del corridoio stava dormendo un altro ospite degli Istituti Polesani, il 49enne sardo Pierpaolo Nonnis, un uomo affetto da sindrome di Down e che era solito riposare in quel modo per le difficoltà a prendere sonno nel letto della sua camera. Il 34enne, secondo le ricostruzioni dei carabinieri, lo uccise soffocandolo con un piede sul collo. A muovere le sue azioni, secondo gli inquirenti, la gelosia per presunti favoritismi dello staff nei confronti del 49enne.
Dopo questo episodio, il paziente fu trasferito nell’ospedale psichiatrico giudiziario di Reggio Emilia, dove è detenuto in qualità di persona socialmente pericolosa. L’uomo non affronterà alcun processo (non è capace di intendere) e la misura di sicurezza non ha una durata definita. Chi invece dovrà chiarire la propria posizione di fronte ai giudici è l’amministratore della casa di cura, Mantovani, che secondo gli inquirenti non avrebbe provveduto efficacemente alle misure di sicurezza nell’istituto. In particolare per quanto riguarda l’assenza di un sistema di videosorveglianza interno, con il quale “si sarebbe creata la situazione idonea a impedire la commissione del duplice delitto attraverso un’efficace sorveglianza dei movimenti dei pazienti”. Sostenendo questa tesi la procura di Rovigo ha chiesto il rinvio a giudizio per l’imprenditore ferrarese, con l’accusa di omicidio colposo.
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