Mer 8 Giu 2016 - 1127 visite
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Carife, le ombre sulla vigilanza di Consob

Una lettera interna dell'ente rivelerebbe che il presidente richiese l'eliminazione degli scenari probabilistici dai prospetti informativi

OLYMPUS DIGITAL CAMERAQuanto erano informati i risparmiatori che hanno sottoscritto le obbligazioni di Carife e delle altre banche piombate nell’incubo del bail-in? Per saperlo basta osservare i prospetti informativi che venivano rilasciati in occasione della vendita degli strumenti finanziari: plichi da 60-200 pagine con lunghe formule tecniche che si ripetono anche per decine volte nel corso dello stesso testo, inalterate in documentazioni precedenti e successive (reduci da fulminei viaggi a bordo del copia-incolla) e che assomigliano più a generiche definizioni da dizionario che a informazioni contingenti: “Le Obbligazioni – si leggeva nei prospetti informativi Carife – sono strumenti finanziari che presentano profili di rischio/rendimento la cui valutazione richiede particolare competenza. È opportuno che gli investitori valutino attentamente se le Obbligazioni costituiscono un investimento idoneo alla loro specifica situazione patrimoniale, economica e finanziaria”.

Facile immaginare che i risparmiatori che hanno perso i propri soldi nelle obbligazioni Carife avrebbero scambiato volentieri le centinaia di pagine di questo tenore con un semplice post-it: lo spazio necessario per scrivere le percentuali degli scenari probabilistici. Ovvero la probabilità effettiva di successo dell’investimento. Una cifra indicativa e ‘a spanne’ ma che – non occorre essere campioni di poker per intuirlo – rappresenta il dato più fondamentale per qualunque scommettitore o investitore.

Questa informazione sarebbe stata omessa nel corso degli ultimi sette anni dalle banche con il benestare della Consob, l’ente di controllo che dovrebbe tutelare gli investitori assicurando loro trasparenza e corretta informazione da parte di chi emette strumenti finanziari. Lo ha dichiarato Milena Gabanelli domenica sera dagli studi di Report, chiedendo le dimissioni del presidente Giuseppe Vegas che “ha violato la regola Consob che prevede di raccomandare alle banche l’utilizzo di uno strumento che al risparmiatore dice: acquistando per esempio queste obbligazioni hai il 62% di probabilità di perdere metà del tuo capitale”. Con quali prove lo sostiene? Per via di una lettera interna alla Consob del 2011 rivolta proprio a Vegas, al quale viene riferito che “Le banche saranno invitate a non inserire le informazioni sugli scenari di probabilità nel prospetto e ne richiederanno l’eliminazione nel caso in cui qualche banca dovesse farlo di propria iniziativa, conformemente alle indicazioni fornite per le vie brevi dalla Signoria Vostra”.

Rivelazioni che potrebbero avere effetti dirompenti sia sulle cause giudiziarie in cui sono impegnati i risparmiatori per ottenere i risarcimenti, sia a livello politico e istituzionale. Nel primo caso perché chi ha perso i propri soldi nelle obbligazioni Carife e di altre banche potrebbe dimostrare di essere stato effettivamente tratto in inganno da informazioni omesse o ingannevoli, e nel secondo perché l’allentamento dei controlli sulla vendita di titoli rischiosi non tirerebbe in ballo solo la Consob, ma anche Abi (Associazione Bancaria Italiane) e soprattutto Bankitalia.

Consob, dal canto suo, si difende a due giorni di distanza dalla trasmissione di Rai 3 attraverso un composto ma gelido comunicato stampa, “al fine di ripristinare un quadro informativo corretto e veritiero”. Secondo l’ente di controllo, i regolamenti europei impongono che “le ‘condizioni definitive’ (final terms), in cui si descrivono le caratteristiche dei titoli offerti al pubblico, possono contenere unicamente le informazioni dettagliate dal Regolamento stesso, informazioni che non includono gli scenari probabilistici”. Una replica a cui del resto la Gabanelli aveva già risposto ‘preventivamente’ nel corso della trasmissione: “Qual è la norma europea che lo vieta? – sono le parole della giornalista – Da tutto quello che ci ha inviato Consob non c’è traccia di divieti. Anzi l’Europa invita ogni paese a fare del proprio meglio per dare le informazioni chiare. E allora chi ha preso l’iniziativa di far sparire lo strumento che le informazioni chiare le dava?”.

Difficile in effetti trovare una norma europea in cui si fa riferimento nello specifico a ‘scenari probabilistici’ o ‘profili di rischio’, e di conseguenza a una loro esclusione dai regolamenti come sostiene la Consob. Anzi, in numerose direttive comunitarie (come la n. 73/2010) si fa riferimento all’obbligo di inserire tutte le informazioni utili ai clienti per valutare la bontà del proprio investimento e che “il formato della nota di sintesi dovrebbe essere configurato in modo da consentire la comparazione delle sintesi di prodotti simili”. Ma la Consob, nel  passaggio del regolamento che cita (pag. 5, comma c) fa riferimento al solo “prospetto di base”, e non a tutta la documentazione che accompagna il rilascio di obbligazioni. Materia complessa, ma che certamente non verrà trascurata dalle centinaia di avvocati oggi impegnati nelle cause per i risarcimenti dei tanti risparmiatori che si sentirono rassicurati dopo la lettura dei prospetti per gli investimenti, invece di accorgersi della tempesta in arrivo.

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