Mer 1 Giu 2016 - 985 visite
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Unife. Due nuove scuole di specializzazione per l’area medica

Via libera per i corsi di Geriatria e Medicina di emergenza-urgenza

scuolespecializzazione-1di Silvia Franzoni

L’entusiasmo era palpabile nella Sala del Rettorato quando, martedì mattina, è stato dato l’annuncio che la Scuola di Medicina si arricchirà di due scuole di specializzazione che aspetta da sei anni: Geriatria e Medicina di emergenza-urgenza.

Il via libera alle prime borse di studio (più precisamente dei contratti di formazione specialistica, ndr), attribuite da Miur e Regione, sancisce infatti la nascita delle due nuove Scuole, che si aggiungono alle altre 14 già presenti. Una “giornata lieta” per il Rettore Giorgio Zauli che evidenzia come “la priorità dell’Ateneo [sia] mantenere aperte tutte le Scuole di Specializzazione, un compito non facile, ma è la nostra prima battaglia: se Medicina è debole, l’Ateneo non può dire di godere di buona salute”.

Si raggiunge dunque un obiettivo fondamentale “per colmare una lacuna culturale della Scuola medica – precisa il prof. Stefano Volpato – e si allinea Ferrara con tutte le Scuole italiane”. Medicina d’urgenza e Geriatria rispondono ad una necessità conosciuta del ferrarese, e mirano a “caratterizzarsi con una componente extra-ospedaliera”, sottolinea la dott. Adelina Ricciardelli, “per creare una rete formativa con e nel territorio”.

I nuovi contratti di formazione (2 per Geriatria, 3 per Medicina di emergenza-urgenza) sono “posti nuovi, non vanno a sostituirne altri – spiega il prof. Stefano Pelucchi, delegato alle Scuole di Specializzazione dell’Università di Ferrara – e fan parte, contando tra tutte le Scuole mediche, degli 11 contratti in più rispetto all’anno scorso”. Per la nomina dei direttori “le tempistiche sono ancora incerte”, concordano i relatori, ma si fanno avanti due nomi: il prof. Roberto Manfredini per Medicina di emergenza e il prof. Stefano Volpato per Geriatria. Per l’acquisizione dei docenti (le disposizioni ministeriali indicano un corpo docenti di almeno due professori, ndr), invece, la sfida è imponente “ma ci riusciremo, abbiamo fino al 2018 per completare l’organico”, tranquillizza il Rettore.

L’encomio al lavoro di squadra giunge da tutto il tavolo dei presenti, “un vero e proprio sogno che si avvera” ma anche “il primo risultato di un lavoro di riposizionamento didattico e scientifico – conclude il prof. Michele Rubbini – di UniFe in un contesto nazionale e, si spera presto, anche in quello internazionale: abbiamo enormi potenzialità e più di 600 anni di storia sulle spalle”.

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