Mar 24 Mag 2016 - 205 visite
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Non-maternità, le ‘interruzioni’ tutte da leggere

Camilla Ghedini presenta il suo ultimo libro alla Feltrinelli

Libro, presentazioneLa maternità non è un diritto. La genitorialità non è un dovere. La famiglia non è necessariamente luogo di felicità e realizzazione. I figli non sempre si amano. E’ Interruzioni (Giraldi Editore), in cui Camilla Ghedini affronta il tema delicato della non-maternità.

Il libro sarà presentato venerdì 27 maggio, alle 18, alla libreria Feltrinelli. A dialogare con l’autrice, Anna Quarzi, direttrice dell’istituto di Storia Contemporanea di Ferrara.

La non-maternità è un campo emotivo inesplorato al di là del comune, ancora non sondato fino in fondo e inteso spesso come privazione che diventa sottrazione. O scelta egoistica, che toglie il diritto di parlare a chi una pancia non l’ha mai avuta. Eppure di quella pancia conosce il desiderio, che non vince tuttavia sulla paura di non amare, di non riuscire ad amare come si dovrebbe.

Attraverso la storia di 4 donne molto diverse tra loro, Ghedini accompagna il lettore nell’universo complesso di una diversa o negata maternità, per sondarne aspirazioni, fantasie, aspettative, fissazioni, sbagli. Come il titolo suggerisce, si tratta in tutti i casi di interruzioni: la morte, l’abbandono, la ferita, l’aspirazione troncata. Ogni racconto esaspera, volutamente, ciò che la ‘vulgata’ vorrebbe contro natura.

In ogni racconto la protagonista svela, con la formula del monologo, del dialogo, del flusso di coscienza, la sua personale sospensione di un percorso: c’è la rinuncia volontaria alla procreazione, l’infanticidio, la malattia e la scelta della morte spiegata a una madre “mai stata tale”. C’è il desiderio-fissazione di una figlia forse neppure mai concepita che si interseca a un’altra discontinuità, quella della coppia. Con una interlocuzione in cui il tu diviene altro da sé, e un ritmo scandito da veloci domande, risposte, volute ripetizioni – quasi ad evidenziare l’ossessività dei pensieri – il testo non è privo di un anelito di speranza.

Come rileva Marilù Oliva nella prefazione, “non è un caso che le quattro chiose avvengano con parole quali amore, bene, felicità, vita – perché per dirla alla maniera di Goethe, è proprio vero che ‘dove c’è molta luce, l’ombra è profondai”.

Camilla Ghedini è giornalista professionista. Vive a Ferrara. Esercita in libera professione nel campo della comunicazione/informazione integrata. E’ autrice di libri in cui ha romanzato e affrontato sotto il profilo sociale e del costume macro temi universali. Per citarne alcuni: tradimento e famiglia in Amo te…starò con lei per sempre (Giraldi Editore, 2014); eterno conflitto tra uomo e donna, in Giustificazioni di un marpione perbene (Editori Riuniti, 2008); crisi economica e mobbing, in Io cattiva? no, io precaria. Manuale del lavoratore flessibile (Edimond, 2007); il Novecento spiegato ai ragazzi, in Una famiglia lunga un secolo (Este Edition, 2006). Diverse anche le pubblicazioni sulla storia del territorio, in ossequio alla necessità di conservarne la memoria. Nel maggio 2012, nei giorni del terremoto che piegò l’Emilia Romagna, lanciò via tweet l’appello Libri per tendopoli, ottenendo risposta da pressoché tutte le case editrici d’Italia, e grazie al quale raccolse e distribuì 21mila 345 testi.

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