Attualità
17 Maggio 2016
Inaugurata la nuova facciata della Factory Grisù con i poster art realizzati dai piccoli studenti

Dalla Gad al Giardino, “un altro quartiere è possibile”

di Elisa Fornasini | 2 min

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OLYMPUS DIGITAL CAMERA“Un altro quartiere è possibile” è lo slogan scelto dal vicesindaco Massimo Maisto per inaugurare il “Giardino segreto”, un altro piccolo tassello “per ritrasformare insieme la zona Gad nel Quartiere Giardino”. Si tratta di un’installazione artistica realizzata dagli alunni delle due scuole elementari presenti nell’area, Govoni e Poledrelli, sui muri esterni della Factory Grisù in via Poledrelli 21.

Le nicchie del contenitore imprenditoriale e creativo sono state colorate con una trentina di poster art disegnati dagli 80 bambini partecipanti al progetto condotto dall’ associazione Basso Profilo nel corso dell’anno scolastico 2015/16.

L’iniziativa di rigenerazione urbana – concretizzata con il contributo di Rotary Club Ferrara Est e l’agenzia Generali Italia – parte dall’idea di “generare piccole ‘trappole’ per gli incontri” spiega Davide Della Chiara, curatore del progetto, con l’obiettivo finale di “lanciare un messaggio di fraternità” tramite le pagine dell’Orlando Furioso.

OLYMPUS DIGITAL CAMERAIn occasione del quinto centenario della prima edizione del capolavoro ariostesco, i bambini hanno studiato, giocato, disegnato e interpretato i passi più fruibili del poema cavalleresco, dando vita a elaborati grafici e dialoghi teatrali registrati durante i 12 laboratori tenutisi con graphic-designer e pedagoghi nelle classi coinvolte.

L’opera di Ariosto non è stata scelta solo per la ricorrenza ma anche e soprattutto per la sua multietnicità, un aspetto che caratterizza appunto il quartiere, “perché la guerra tra arabi e cristiani – ricorda Della Chiara – non impedisce che gli uni e gli altri possano provare stima reciproca al di fuori degli eventi bellici e dell’etnia di provenienza”.

Un percorso partecipato di arte pubblica per l’infanzia, “utile per stimolare la creatività dei bambini” commenta Paola Orlandi, vicario del dirigente dell’istituto Govoni, diventa così un “percorso di inclusione sociale” specifica Manfredi Patitucci, presidente di Basso Profilo.

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