Cronaca
29 Aprile 2016
Secondo l'accusa avrebbero agito in gruppo ai danni di un ragazzo italiano e uno cinese

Tre giovani alla sbarra per rapina

di Daniele Oppo | 2 min

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"È una notizia scioccante. Dopo due anni di silenzio, sapere che la Procura ritiene già chiuse le indagini, avendo già in mano elementi non per archiviare, ma per portare a giudizio anche Roberto Internò, è un altro cono d'ombra che viene chiarito. Ovviamente vale sempre la presunzione di innocenza, ma è un passo avanti in una maratona giudiziaria senza precedenti" commenta l'avvocato Fabio Anselmo, legale della famiglia Bergamini.

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Avrebbero commesso rapine. Niente di eclatante, qualche cellulare al massimo, forse un marsupio, ma è la loro giovane età e l’agire insieme che risalta. Nel settembre del 2013 a distanza di pochi giorni avrebbero trovato due vittime: un ragazzo italiano e uno cinese. Secondo l’accusa – sostenuta in giudizio dal pm Ciro Alberto Savino – in almeno  un’occasione si sarebbero avvicinati, avrebbero chiesto di poter usare il cellulare per chiamare la mamma e poi sarebbero scappati via usando la violenza. Il ragazzo cinese avrebbe reagito subito dopo essersi accorto di quel che stava per accadere, mentre quello italiano avrebbe subito violenza per agevolare la fuga del gruppo.

Alla sbarra ora ci sono tre imputati – tutti di origine straniera -, tutti nati nei primi anni ’90, gli unici componenti di un gruppo che si sospetta sia stato più ampio ad essere stati identificati, mentre la ragazza minorenne del gruppo è stata già giudicata – e perdonata – dal tribunale minorile di Bologna.

La prossima udienza si terrà a settembre, quando dovrebbe testimoniare davanti al collegio la vittima cinese.

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