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25 Aprile 2016

La tradizion dal “mai”

di Maurizio Musacchi | 3 min

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Carissimi Amici, oggi, data la stagione, vi fornirò  notizie sul “Mai”, ovvero un’antica tradizione Ferrarese, ma sembra si riallacci alle celebrazioni del “Maio”; usanze popolari nell’antica Roma pagana.

Che tenerezza andare a scoprire antiche memorie. Come cambiano  tempi! Anticamente nelle campagne Ferraresi, invece delle “Mail”, le “Chat” e i messaggi “WatsApp, i ragazzi comunicavano, magari nottetempo, ponendo sulla soglia della ragazza che volevano contattare un originale, ma significativo,  “messaggio”!.

Nella notte dell’Ascensione, in alcune zone, in qualche altra il Primo Maggio ed in ulteriori invece, per Santa Croce; ovvero il 3 Maggio. I giovanotti portavano fiori, o alte parti di piante, a seconda del messaggio che volevano lasciare, sulla soglia delle case delle ragazze esprimendo, col linguaggio floreale il loro apprezzamento, o eventualmente (addirittura,) il disprezzo. Ogni pianta, ramoscello, frutto della terra, o fiore, esprimevano qualcosa secondo il contenuto versetti; (che le fanciulle in questione ben conoscevano.)  Eccoli, qui sotto, con relativa traduzione!

 

LA TRADIZIÓN DAL “MAI”. La tradizione del “Maio”.

  • Canva vérda o séca : Ché las fàga ‘na còrda e ch’la s’impìca. Canapa verde o secca:  Che ne faccia una corda o s’impicchi.
  • Erba spàgna: Vàca màgna. Erba medica: Vacca mangia.
  • Fiór ad garuflìna: T’jé iηcóra ‘na putìna. Fiore di garofonina:Sei ancora una bambina.
  • Fiór ad tulipàη: At làs admàη. Fior di tulipano: Ti lascio domani.
  • Fója ad viuléta: A tié ‘na zvéta. Foglia di violetta: Sei una civetta.
  • Fója ad càna: Ambróśa putàna. Foglia di canna: Morosa prostituta
  • Fója ad félaś: Ambróśa arvédras. Foglia di felce: Morosa arrivederci.
  • Fója ad ròśa: St’altr’ann spóśa. Foglia di rosa: L’anno prossimo sposa.
  • Fója ad spinàz: At tràt cumpàgn a n’stràz. Foglia di spinaci: Ti tratto come uno straccio.
  • Ram ad nizóla: Màta la màdar e màta aηch la fiòla. Ramo di nocciola: Matta la madre e anche la figliola.
  • Ram ad nugàra : Ambróśa càra. Ramo di noce: Morosa amabile.
  • Ràm ad piòpa: Ambróśa pisòta. Ramo di pioppo: Morosa pisciona.
  • Fiór ad rubìη: A gh’è iηcóra al quarcìη. Fiore di rubino: Hai ancora il coperchino. (Sei ancora vergine.)
  • Ram ad spìna: Ambróśa fina. Ramo di spina: Morosa raffinata.
  • Ram d’arvéda: Ambróśa fréda. Ramo di rovo: Morosa fredda.
  • Frasca d’ólam: Mai più agh tóran. Frasca d’olmo: Mai più ci torno.
  • Spìga ad furmént: Sàη séη spuś agh sén a rént. Spiga di grano: Se non siamo sposi vicini ci siamo.
  • Uη pùgn ad fasó: T’jé vècia, fiòla, sul fógh at bruśarò. Un pugno di fagioli: Sei vecchia figliola, sul fuoco ti brucerò.
  • Uη pùgn par salàr: Sógn gnù a salàr, ch’la stàga zént ann dal maridàr. Un pugno di sale: Sono venuto a salare. Che tu rimanga cent’anni senza trovare marito.

 

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