Sab 16 Apr 2016 - 286 visite
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Gente di Sinistra, le parole e i valori perduti

Dibattito sulla crisi della politica al Centro sociale Acquedotto

DIGITAL IMAGEdi Carolina Fiorini

Come è possibile affrontare la grande crisi della politica per far sì che cambi nella gestione della società? È una domanda che si è posta Gente di Sinistra nell’intento di riflettere sui valori della politica ormai sconfitti, snaturati e privi del senso comune.

“Ci siamo presi un periodo di “maggese” per riflettere e ripartire dai fondamentali ovvero i principi e i valori dell’essere umano”. Edoardo Nannetti illustra i temi del dibattito “Ripartire dai fondamentali, la politica come arte del desiderio” organizzato presso il centro sociale Acquedotto raccontando lo smarrimento cui andiamo incontro attraverso la ricerca delle parole. “Libertà e bene comune ormai hanno perso il loro vero significato, vengono appiccicate ovunque. Dignità, solidarietà e democrazia sono parole deturpate dalla “politica politicata”. Siamo chiusi nell’egoismo e nel piccolo orizzonte personale”.

Proprio attorno alle parole è stato costruito il dibattito e si è cercato di capire cosa ci sia dietro al sentimento della dignità attraverso il gioco dei contrari. “Dietro a parole di cui tutti conoscono il significato in realtà si nasconde la propria visione del concetto. Sappiamo tutti cosa significa dignità, ma per ognuno può avere un contrario diverso. Per me è il senso di umiliazione e svalutazione”.

Gente di Sinistra propone un percorso d’insieme per ricostruire un tessuto di fondo in cui convivono le persone, senza il quale “domina la frammentazione, l’egoismo e la guerra di tutti contro tutti”.

Parole, immagini, musica, cinema e teatro sono state al centro dell’incontro attraverso le ispirazioni venute da Gaber, Ligabue, Italo Calvino, Fiorella Mannoia, Nanni Moretti, De Andrè, Antonioni e tanti altri artisti da cui sono state estrapolate citazioni e poesie, riutilizzate nel dibattito col gioco delle parole perdute. Un gioco che recupera “tutte le parole che si ritiene siano state dimenticate. Fiorella Mannoia parlava della compassione dimenticata e, partendo dagli spunti dei grandi artisti, ognuno ha potuto esprimere il proprio pensiero”.

Il pensiero del bene comune parte dall’idea di un dibattito che riordini il caos sociale e che produca un cambiamento: “La politica tradizionale tende a dimenticarsi le cose essenziali o del perché si fanno le battaglie. Io credo si facciano per le persone, bisogna capire qual è la profondità delle persone che poi fanno emergere le battaglie. È la profondità delle persone che dà senso alle battaglie”.

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