Comacchio
12 Aprile 2016
Il presidente della consulta era a processo per comizio non autorizzato. A testimoniare in suo favore anche Fabbri e Bellotti

Mezzogori assolto per la rivolta del San Camillo

di Ruggero Veronese | 2 min

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f72ca98f-b8d9-4d0b-886d-60d7e4cc27b6Comacchio. “Si è trattato di un’accusa veramente disdicevole, di una forzatura da parte di qualcuno che ha cercato di danneggiarci. Siamo molto contenti della decisione del giudice”. Si lascia andare Manrico Mezzogori, presidente della Consulta Popolare per l’ospedale San Camillo, al termine del processo che lo vedeva imputato per aver organizzato un comizio non autorizzato nell’ottobre 2012, bloccando il trasloco di alcune attrezzature all’ospedale del Delta.

Un’accusa infondata secondo il tribunale di Ferrara, che ha accolto la richiesta di assoluzione del pm Elisa Bovi e dell’avvocato difensore Maura Tomasi. E del resto tutte le testimonianze rese ieri in aula – da quella del sindaco Marco Fabbri a quella del presidente del consiglio comunale Robert Bellotti – hanno appoggiato la ricostruzione fornita dalla difesa di Mezzogori. Sottolineando come non solo il il 5 ottobre 2012 non ci fu alcun comizio non autorizzato all’esterno dell’ospedale San Camillo, ma anche che il motivo dell’intervento della Consulta Popolare era pienamente giustificato.

Quel giorno infatti una componente del gruppo si accorse casualmente della presenza di alcuni dipendenti Asl a Comacchio, sul posto per trasferire alcune attrezzature all’ospedale di Valle Oppio. La donna avvertì Mezzogori che, mentre si precipitava sul posto, contattò anche Fabbri, Bellotti e l’allora direttore sanitario del San Camillo, Sandro Guerra, in qualità di membri della commissione di controllo dell’ospedale. Nessuno dei quali si dichiarò informato dell’operazione decisa dall’Asl, né al corrente di alcun delibera che la potesse giustificare. Al punto che il sindaco Fabbri, quel giorno, dichiarò che “l’amministrazione comunale come al solito non era stata informata del trasferimento di apparecchiature e ciò non mi meraviglia, perchè tale operazione rispecchia lo stile adottato dall’Asl in altre analoghe circostanze”.

Concetti ribaditi in aula dai testimoni, che hanno anche confermato come dopo l’intervento di Mezzogori il trasloco di attrezzature fu in effetti sospeso, perchè ne mancavano i regolari presupposti. Verso il presidente della consulta scattò però una denuncia da parte delle forze dell’ordine per la violazione del testo unico sulla pubblica sicurezza, e in particolare per comizio non autorizzato. “Quel giorno – racconta Mezzogori dopo la sentenza – siamo andati a controllare cosa stava succedendo perchè avevamo già visto che c’è l’abitudine di presentarsi senza documenti scritti o bolla di accompagnamento. E infatti nessuno era al corrente di questo trasloco: evidentemente all’Asl ognuno balla con sua nonna”.

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