
Costantin Fiti
Il ladro di biciclette patteggia una pena di otto mesi di reclusione, per poi lasciarsi scortare in manette dalla polizia penitenziaria fuori dal tribunale. Durante l’udienza ha tenuto lo sguardo basso e lasciato parlare il proprio legale, ben consapevole delle decine di occhi puntati su di lui. Perché il ladro di biciclette altri non è che Costantin Fiti, il 23enne di origine rumena che la notte del 9 settembre scorso, assieme ai complici Ivan Pajdek e Patrik Ruszo, si rese protagonista del barbaro omicidio del pensionato ferrarese Pierluigi Tartari.
Si è trattato in realtà di un ‘doppio processo’ per Fiti, che doveva rispondere a due diverse denunce per episodi di furti di biciclette avvenuti nel corso del 2014. Così come sono precedenti all’omicidio Tartari anche gli altri fatti per cui Fiti in passato è stato processato, con condanne a undici mesi per lesioni e resistenza a pubblico ufficiale (nel giugno 2014) e a due anni per tentato furto (nel gennaio 2015). In quella circostanza Fiti rimase in libertà grazie alla sospensione condizionale della pena, fino all’efferato delitto che costò la vita a Tartari.
Completamente diverso il trattamento ricevuto da Fiti questa mattina (martedì), quando è entrato in manette nel tribunale di Ferrara. L’udienza dura pochi minuti, sufficienti per ufficializzare il patteggiamento e per la lettura della condanna, e poi il 23enne torna in carcere. Tornerà di fronte ai giudici il 5 maggio, questa volta con la più terribile delle accuse: omicidio volontario aggravato.
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