
Nella foto, la sede della Corte d’appello di Bologna
Comacchio. Reato derubricato, tre condanne sensibilmente ridotte e un’assoluzione. La sentenza di appello ridimensiona il caso “Comacchiopoli”, il processo sulla richiesta di sponsorizzazione per una squadra di calcio di Comacchio.
Dopo tre ore di camera di consiglio, giovedì i giudici della Corte d’Appello di Bologna hanno derubricato il reato da corruzione propria a impropria il reato per cui erano stati condannati nel 2014 Fabrizio Felletti, Eugenio Gramolelli e Alberto Cavallari – rispettivamente ex assessore alle attività produttive, allo sport e all’urbanistica del Comune di Comacchio, condannati in primo grado a Ferrara a due anni e sei mesi – riducendo la pena ai primi due a un anno e sei mesi (con pena sospesa) e assolvendo pienamente Cavallari “perché il fatto non costituisce reato”. Riduzione della pena (da un anno e sei mesi a un anno) anche per il quarto condannato, l’ex consigliere comunale di An Iginio Ferroni.
“Completamente ribaltata la sentenza di primo grado – commenta il difensore di Cavallari, l’avvocato Francesco Vinci -. Lo dicevamo fin dall’inizio che gli atti erano dovuti. I giudici d’appello, a differenza di quelli di Ferrara – rimarca il legale – hanno preso in considerazione trascrizioni di intercettazioni e documenti che dimostravano come Cavallari abbia sempre riportato tutta la vicenda sul piano tecnico e non politico”.
In primo grado erano già stati assolti tutti i tecnici e le uniche condanne erano arrivate per i politici. “L’impianto accusatorio si sta sgretolando, ricordiamo che Cavallari ha subito un’ordinanza di custodia cautelare, adesso deve essere riabilitato”, conclude l’avvocato Vinci.
Una lettura propria anche dell’avvocato Marina Gionchetti, legale di Eugenio Gramolelli: “Comacchiopoli si sta sgretolando – afferma -. Il capo d’imputazione è stato ridefinito, la corruzione è diventata impropria e quindi significa che quegli atti erano dovuti, e anche per il mio assistito rimane la condanna, questa cambia completamente, tanto che è stata concessa la sospensione condizionale. Ricordiamo poi, e questo è emerso in ogni grado di giudizio, che qui nessuno si è intascato dei soldi”.
Le motivazioni della sentenza sono attese tra 90 giorni: “Le leggeremo e poi valuteremo se fare ricorso in Cassazione”, afferma infine l’avvocato Gionchetti.
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