
(foto di Riccardo Scardovelli)
Occhiobello. La diatriba sul ponte di Santa Maria Maddalena si trasforma sul web in aperto campanilismo. L’opposizione di Confesercenti alla proposta di costruire un nuovo ponte a quattro corsie perché favorirebbe l’outlet veneto piuttosto che le attività commerciali ferraresi, acquista inaspettatamente dei risvolti ilari grazie all’ironia del popolo di Facebook. Che tra una lamentela e l’altra per il traffico causato dal senso unico alternato (in vigore fino alla fine dei lavori prevista per sabato 12 marzo, ndr) trova lo spazio per ridere di questo problema. Che coinvolge i residenti di questa ‘terra di mezzo’.
Sulla pagina “Sei di Santa se…” – comprensibilmente seguitissima in questi giorni -, l’amministratore Nicola Bini avverte che “La vulnerabilità del ponte sta risvegliando inaspettatamente un antico e sopito spirito compaesano: proprio a noi che non ci piace Santa Maria ma che però esiste solo Santa Maria e non c’è niente di più bello che Santa Maria. Neanche Ferrara, dando voce a “noi maddalenesi, noi strani bizzarri incompresi, noi né ferraresi né rovigotti, noi che il bicchiere è sempre mezzo vuoto, noi dormitorio, noi senza sagra, noi eterni incompiuti…”.
Secondo Bini, la rivalità tra Ferrara e Occhiobello non esiste. E non esisterà mai, indipendente dal ponte a due, tre o quattro corsie. “Ma secondo voi un turista che (un giorno forse..) si farà un giro all’outlet e vuole andare a visitarsi una città, con conseguente indotto per ristoranti e attività commerciali, va a fare un giro nella simpatica Occhiobello o a Ferrara, uno dei centri storici medievali più belli d’Europa, con le sue lunghe mura, gli stretti vicoli, le piccole chiese in stile gotico, l’antico ghetto ebraico e le sinagoghe, la città per eccellenza del Rinascimento italiano?”.
Una domanda sarcastica e quasi retorica che Bini vorrebbe porre direttamente al presidente di Confesercenti Ferrara, Paolo Benasciutti, che tra le varie cose dice anche che Ferrara non può diventare una succursale di Occhiobello dal punto di vista commerciale. “Come se fossero da ricercare altrove le cause che hanno portato al crollo delle attività commerciali ferraresi – nota l’autore del post – o alla moria negli ultimi anni di negozi storici, che chiudono per lasciare spazio a crateri di nulla o a rivendite di cellulari e sigarette elettroniche”.
“Come se di qua poi navigassimo nell’oro! – prosegue l’autore -. Il nuovo ponte costa troppo, il ponte però deve essere levatoio ed a senso unico (ovviamente dal veneto verso Ferrara)…e po’ sa vliv? Ov, galina e cul cald? come se il Protocollo d’Intesa che nel 2008 sottoscrissero i Comuni di Ferrara e Occhiobello e le Province di Ferrara e Rovigo fosse un pizzino della spesa. Ma noi vigileremo, perché come dicono a Ferrara ‘anassamai’…anche se ultimamente va decisamente più di moda: Anas-sa-mai”.
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