Sab 5 Mar 2016 - 689 visite
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Giorgio Bassani ‘ritorna’ al liceo Ariosto

Ravenna (Mibact): “Confido nel finanziamento delle iniziative bassaniane anche per il 2017”

cf3e60df-29e1-4518-81dd-9e29bdc11c63di Anja Rossi

Ripartire dal luogo più amato da Giorgio Bassani, la scuola, nel giorno della sua nascita. Il 4 marzo 1916 nasceva lo scrittore ferrarese e ieri il liceo Ariosto, dove fu studente anche Bassani, lo ricorda in una coralità di voci e di suggestioni, e ad una mostra fotografica. La prima tappa del centenario Bassani si apre infatti nella scuola dove lo scrittore si diplomò e dove, per la prima volta, iniziò a lavorare sulla scrittura, l’arte che lo accompagnò per tutta la vita.

Per il liceo ferrarese, questa in realtà è la XV edizione della Giornata Bassani, che ogni anno l’Ariosto dedica allo scrittore nel giorno della sua nascita, ma che quest’anno, visto il centenario, si è articolata in più momenti. Per Giulio Ferroni, presidente del comitato nazionale per le celebrazioni del centenario della nascita di Bassani, “il rapporto dello scrittore col mondo scolastico dà molto rilievo alla giovinezza e al periodo del liceo e dell’università, facendo emergere soprattutto la quotidianità del vivere la scuola: la rivalità tra compagni, il rapporto con i docenti, gli amori”. Secondo Ferroni, Bassani aiuta a scoprire il senso della storia dell’Italia di quel periodo, perché “ha saputo raccontare gli ebrei che non avevano capito la pericolosità del fascismo, prima, e che l’avevano rinnegato, dopo”.

1c54a2b0-84e7-42c6-b256-ccecbc2b40feTra i presenti anche Daniele Ravenna, direttore generale del Mibact, anche lui ferrarese ed ex alunno dell’Ariosto, che ha ribadito il sostegno del Ministero al comitato nazionale per il centenario della nascita dello scrittore. “Un appoggio che io confido potrà essere ulteriormente finanziato anche il prossimo anno – evidenzia Ravenna -, vista la valenza delle iniziative proposte”.

Molti sono stati i ricordi su Bassani, presentati durante la mattinata, collegati al mondo della scuola. “In quarta Ginnasio, Bassani viene rimandato il matematica. Questo avvenimento viene riportato anche nel Giardino dei Finzi Contini, ma il suo 4 diventa un 5” racconta Silvana Onofri, presidente dell’associazione Arch’è e organizzatrice del progetto ‘Giorgio Bassani archeologo dell’immaginario’. Continua la figlia Paola Bassani: “senza l’Officina Ferrarese, senza il suo professore universitario Roberto Longhi non sarebbe mai diventato lo scrittore che ora conosciamo” ricordando il padre nel suo rapporto con la scuola, prima da studente e poi da docente. “È giusto che si riparta dalla scuola – conclude Paola Bassani -, il suo luogo del cuore. Per lui l’insegnamento si creava insieme agli alunni, nel dibattito e nello scambio continuo. Mio padre ne sarebbe stato contento”.

c6ae3bb9-5f7f-4dce-bac7-ee616e7002b9E proprio Il Giardino dei Finzi Contini diventa il romanzo emblematico, assieme a Dietro la porta, per raccontare il mondo della scuola visto da Bassani. Un racconto che, secondo lo studioso Sergio Parussa, del Wellsley College, “ha avuto un’incubazione di quasi vent’anni, avendo avuto almeno cinque bozzetti prima della sua versione romanzata”. Prima su tutti la poesia ‘La magnolia’.

Durante la mattinata, è stata inaugurata anche la mostra ‘La casa di Giorgio Bassani’ con le fotografie di Paolo Zappaterra, donate al liceo. “Questo progetto, che racchiude in alcune fotografie gli spazi dell’abitazione di Bassani – spiega il fotografo -, vuole dire qualcosa ai ragazzi. La fotografia stessa deve servire a dire qualcosa, creando delle atmosfere che ricordano le poesie di Giorgio Bassani che, rispetto alla prosa, sono ancora da indagare e rivelano l’uomo Bassani e non solo lo scrittore”.

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