Diciamo la verità, il sindacato è morto e defunto.
Non volevo andasse a finire così, ma questa ormai è una strada spianata verso una fine inesorabile.
Il sindacato purtroppo non esisterà più!!!
Vi immaginate i giovani di oggi che si iscrivono al sindacato perché vogliono farne parte o perché credono nelle lotte che dovranno affrontare in futuro?
I motivi per cui questo accadrà sono principalmente due, il primo è perché la coscienza sociale dei lavoratori è andata a farsi benedire e il secondo è perché la parte sociale (sindacato) non fa quello che dovrebbe.
La maggior parte della gente che rimane iscritta non ci crede più, lo fa perché “si può sempre aver bisogno” e paradossalmente ha timore dei sindacalisti e del sindacato stesso.
Il sindacato che mi piaceva pensare e che mi sarebbe piaciuto vedere non l’ho mai visto.
Nelle tante assemblee cui ho assistito non ho mai visto un coinvolgimento a partire dal basso, non ho visto ascoltare, discutere e proporre, decisioni prese sempre tra pochi intimi… noi lavoratori dovremmo essere una parte importante, “il sindacato siamo noi”, invece purtroppo assisto al contrario, un distacco tra il sindacalista ed il lavoratore che fa male anche solo al pensiero.
Per ultimo questo benedetto welfare aziendale studiato profondamente da fior fior di ingegneri, che in questo caso si ingegnano non nello studiare nuovi metodi di lavorazione che possano attirare il mercato, ma nell’incantare gli operai e renderli più poveri.
I Sindacati gialli hanno rovinato tutto quello fatto da sindacalisti che ci credevano, siete solo impiegati (con tutto il rispetto per gli impiegati) che percepiscono uno stipendio che non dovrebbe essere percepito, fate solo sportello e patronato, questo non è sindacato.
Sono parole dure quelle che scrivo e vorrei essere smentito: non solo dai sindacalisti di turno, ma dagli stessi iscritti o da semplici lavoratori che ci credono ancora e che sono disposti a lottare perché questo mio scritto possa essere screditato fin da subito. Ma so che non sarà così, al massimo la lettera di risposta di una sigla, oppure silenzio programmato stile PD, ai lavoratori e alle lavoratrici non interessa più niente se non quello che li riguarda personalmente.
Giuseppe Di Vittorio era contadino, nato in Puglia, figlio di braccianti e fu un sindacalista storico, maestro di tutti quanti: non c’ha insegnato niente, non abbiamo saputo cogliere la sua eredità.
Tutti insieme per degli scopi ben precisi, la salvaguardia dei diritti e le tutele per tutti i lavoratori.
Anni fa facevamo cadere i governi, adesso facciamo cadere altre cose, ma vogliamo parlare della stepchild adoption, dello jobs act o della good school (la buona scuola)? ma non diciamo niente?
Vorrei sbagliarmi, ma se proviamo a chiedere ai lavoratori e alle lavoratrici cosa pensano della parte sociale le risposta sarà drammatica.
Sono iscritto dal 1994 alla FIOM Cgil sicuramente il meno peggio di tutti, anche se c’è tanto da lavorare.
Errori ne sono stati fatti tanti, chi non commette errori?
Ma ora stiamo decisamente toccando il fondo.
IOSONOUNCANE…
Sono andato a lavoro lunedì
In un call center
Ho preso l’ascensore
Ho schiacciato 13
Tutto normale
No no no
C’era una puzza enorme
Fortissima
C’era una puzza incredibile, stranissima
Quella puzza che ho sentito in campagna
Quando ho trovato un gatto morto da molti giorni
Ecco quella puzza lì
Cammina in mezzo alla sala, in mezzo ai colleghi
Sempre più forte il volume delle voci
Sempre più forte la puzza
Era tutto normale, tranne quella puzza
Con la coda dell’occhio vedo una presenza strana
Mi giro, e tra Marte e Gian Vito
C’era seduto Antonio Gramsci
‘Antonio, ciao, cosa ci fai qua?’
‘Ah guarda lascia perdere
Due anni che mando curriculum da tutte le parti
Non mi ha preso nessuno
Neanche all’Upim’
‘Antonio ma cos’è questa puzza?’
‘Sono loro’
‘Loro?’
‘Sisisi, loro, sisisi’
‘I nostri colleghi?’
‘Sisisi, sono morti’
‘Morti? Ma se stanno parlando!’
‘Appunto’
‘E i vivi Antonio, è rimasto qualcuno vivo? Qualche superstite?’
‘Certo’
‘Sono andati a fare l’aperitivo’
‘E il sindacato cosa dice?’
‘Ma lascia perdere’
‘Ma non fanno niente? Non dicono nulla?’
‘Sono sui tavoli, stanno offrendo da bere a tutti’
‘Noo’
‘Eh già’
‘E i compagni Antonio, i nostri compagni?’
‘Guarda lascia perdere, li hanno ricoverati tutti’
‘Ricoverati?’
‘Si, tutti, coma etilico’