Politica
8 Febbraio 2016
Blitz di Lodi (Ln) in uno stabile di via Bologna: "Il metodo Naomo è una goliardata, ma lo sgombero soft non serve"

“Qui è peggio del Palaspecchi”

di Daniele Oppo | 2 min

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“Il metodo Naomo è una goliardata, però il messaggio è che la sicurezza si fa andando sul campo”. È un Nicola Lodi più soft di quanto di solito si percepisce, ma il responsabile sicurezza e immigrazione della Lega è comunque fermo nella sua battaglia: “Abbiamo monitorato per un po’ di tempo la situazione al Palaspecchi e oggi abbiamo visto che in molti se ne sono andati, forse per il clamore mediatico”.

Dove? Presto detto (almeno secondo Lodi). “Se si fanno sgomberi soft queste persone occupano altri spazi se non gli diamo altre alternative, che sia l’assistenza o il rimpatrio. E infatti c’è uno stabile, che a noi hanno detto essere l’ex Cmr, proprio sotto gli occhi del comando della Polizia municipale in via Bologna, di circa 4mila metri quadri su tre piani, che è pieno di persone, ci sono anche persone che prima stavano al Palaspecchi”.  Non so da dove abbiano preso la corrente – continua Lodi – ma hanno anche la televisione. La situazione è però molto peggiore di Palazzo degli Specchi, ci sono una 30ina di alloggi in condizioni orribili, il Palaspecchi al confronto è un cinque stelle”.

Lodi con i suoi collaboratori ha registrato anche dei video e scattato molte fotografie sulle condizioni all’interno dello stabile. Nei video l’esponente del Carroccio più volte annuncia la chiamata delle telecamere di Rete 4 e ha anche occasione di conversare e ‘interrogare’ un occupante, soprattutto per chiedergli da dove prenda la corrente (sembra di capire da un generatore) e se prima fosse un ‘ospite’ del Palaspecchi.

E poi ritorna di nuovo la versione ‘soft’ di Lodi: “Il mio messaggio è che anziché pensare agli attacchi personali (il riferimento è al tweet di Tagliani sul certificato penale), ai quali in questo momento non ho intenzione di rispondere, il sindaco deve iniziare a lavorare sul campo”, ribadisce ‘Naomo’ prima di lasciarsi andare ad un’apertura che può sembrare inusuale: “Mica dico che vadano presi tutti a calci in culo, in un certo senso sono anche d’accordo con don Bedin: a queste persone bisogna dare assistenza, certo senza soldi pubblici perché prima ci sono tanti italiani in difficoltà, ma la Caritas lo può fare. Non parlo di chi delinque, ma non ho mai detto che una famiglia con bambini vada mandata via, chi ha bisogno va assistito, ma lì ci sono anche persone che hanno da tempo un foglio di via che comunque non si può lasciar vivere in quelle condizioni. Chi non ha bisogno di essere assistito è meglio che torni a casa sua, magari anche con un contributo per il viaggio, dove magari avrà anche dei parenti o conoscenti che possono aiutarli”.

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