Un processo per stalking con una storia inusuale, quello arrivato alla sua prima conclusione nella giornata di ieri nel tribunale di Ferrara, davanti al giudice Marco Amore.
Alla sbarra un uomo sulla quarantina, amante di una donna più grande di lui, sposata. L’accusa: aver pedinato e offeso il marito di lei (circa dieci anni più grande), rendendogli la vita impossibile per almeno tra il 2007 e il 2009.
Secondo la versione dell’accusa e della parte civile (rappresentata in giudizio dall’avvocato Alessandro D’Agostino), l’uomo (difeso dall’avvocato Marco Linguerri) avrebbe più volte pedinato il marito tradito sulle mura, al supermercato, perfino in superstrada, offendendolo più volte, sbeffeggiandolo addirittura per quell’amore sottratto.
Una versione a cui ha creduto il giudice Amore che ha pronunciato una sentenza di condanna a un anno di reclusione più le spese (da liquidarsi in un giudizio separato) e al pagamento di una provvisionale da 5mila euro immediatamente esecutiva (oltre alle spese legali). “C’è stato un lungo iter con tante udienze e finalmente abbiamo visto riconoscerci giustizia – commenta il legale della parte civile, l’avvocato D’Agostino -. Questa sentenza restituisce un po’ di giustizia a questo marito”.
Diverso il racconto della difesa, che parla sì di contatti tra i due, ma di segno opposto, con l’amante più volte soccombente dopo alcuni scontri fisici e senza che ci fosse alcuno stalking in atto che, anzi, sarebbe stato solo un modo per il marito per rimettere le cose in pari dopo due denunce nei suoi confronti – una di queste per lesioni – e altrettanti processi ancora pendenti. “È solo la prima parte della vicenda”, afferma l’avvocato Linguerri, che preannuncia la volontà di proporre appello avverso la sentenza.
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