Sab 30 Gen 2016 - 477 visite
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Il profumo all’epoca di Isabella d’Este

Da Spina al Rinascimento, spiegate le essenze aromatiche usate dagli antichi

clip_image002Domenica 7 febbraio alle 10 nel salone delle Carte Geografiche del museo Archeologico Nazionale di Ferrara, in occasione del Carnevale Rinascimentale, si terrà una conferenza dal titolo “Il profumo nel mondo antico, all’epoca di Isabella d’Este e nel XXI secolo”. A sviluppare il tema saranno noti e qualificati relatori, come Paola Desantis (direttrice del museo), Francesco Scafuri (storico del Comune), Silvia Vertuani e Stefano Manfredini (Università di Ferrara). A seguire, reduce dai successi in altre città, “Il veleno della bellezza”, conferenza-spettacolo della Compagnia Teatroscienza.

La neo direttrice Desantis affronterà il tema del profumo nel mondo antico, con particolare riferimento alla realtà di Spina. Aryballoi, alabastra, lekythoi, sono i nomi greci dei preziosi contenitori in ceramica, alabastro o pasta vitrea rinvenuti in grande quantità a Spina, che attestano la diffusione anche in questa città delle preziose essenze aromatiche in essi contenute. Sulle rotte del commercio ateniese giungono a Spina, testa di ponte dei commerci etruschi in adriatico, sia per gli usi della vita che per i riti della morte. Oggetti spesso di vera bellezza, consentono di leggere la consuetudine del profumo nella città in chiave simbolica, sociale e culturale ma certamente anche nei suoi risvolti di natura economica.

Scafuri illustrerà l’argomento riguardante i profumi in epoca rinascimentale. Sarà l’occasione per ricordare come tra le corti italiane e in particolare presso di quella estense, la passione e l’uso per i profumi fossero intensissimi. Diedero un impulso all’arte profumiera e alla cosmesi alcune grandi donne del Rinascimento, tra cui Caterina Sforza e Caterina de’ Medici, ma soprattutto Isabella d’Este, figlia di Ercole I d’Este e di Eleonora d’Aragona nonché marchesa di Mantova, che nella città lombarda frequentava un suo rinomato laboratorio di profumeria, componendo lei stessa le preziose essenze.

La professoressa Silvia Vertuani condurrà il pubblico, a partire da cenni di antropologia dell’odore e del funzionamento dell’organo di senso dell’olfatto, ad una più chiara comprensione degli ingredienti che compongono un profumo, comprendendo le note olfattive, che abitualmente gli essenzieri creano per accordi olfattivi che poi andranno a creare le cosiddette famiglie olfattive.

Stefano Manfredini illustrerà come, a partire dagli antichi metodi di estrazione delle essenze odorose, si è giunti alla comprensione dei meccanismi alla base del riconoscimento olfattivo delle molecole odorose. Queste acquisizioni hanno consentito nel secolo scorso lo sviluppo di una chimica per l’ottenimento di nuove molecole odorose che sono entrate nella storia del profumo.

Sarà poi la volta de “Il veleno della bellezza” della Compagnia Teatroscienza con Alex Gezzi, Elena Pavoni, Eugenio Squarcia. La tematica della performance ha come filo conduttore la bellezza, ma viene affrontata con le più imprevedibili connessioni, che porteranno poi ad avvolgere ogni cosa, attraverso scienza, antropologia, letteratura, mitologia, arte, musica, poesia e danza. Un’esibizione senz’altro avvincente e originale.

Nel pomeriggio, alle 15.30, Paola Desantis guiderà i visitatori del museo in un percorso tematico dal titolo “I profumi e la cosmesi nella città di Spina”. Le giovani “etrusche” del Gruppo Archeologico Ferrarese accompagneranno la visita con interventi recitativi sul tema della bellezza e dei profumi nell’età antica.

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