Jolanda
26 Gennaio 2016
Nel processo per truffa a carico del broker sono stati sentiti i responsabili dell'area legale di Mediolanum

Caso Mazzoni, la banca ha già risarcito danni per 2,5 mln di euro

di Daniele Oppo | 2 min

Leggi anche

Comacchio, l’appello di FdI al governo Meloni: “Salvare le Valli”

Ieri - domenica 29 marzo -  una delegazione di Fratelli d'Italia Comacchio ha accompagnato il sottosegretario di Stato al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica Claudio Barbaro in una visita sul territorio, con due tappe particolarmente significative: prima la Pineta di Volano, poi le Valli di Comacchio

Anche Rete Pace Ferrara alla manifestazione No Kings

Partecipazione anche da Ferrara alla manifestazione No Kings a Roma, dove sabato (28 marzo) una delegazione di Rete Pace Ferrara ha voluto prendere parte  a quello definito come "un altro momento forte per riappropriarsi della possibilità di decidere"

Fiera bis. La difesa di Parisini: “Sentenza che certifica condotta legittima”

Dopo il deposito delle quasi 130 pagine di motivazioni con cui il gup Andrea Migliorelli ha spiegato il modo in cui è crollato - nella quasi totalità - l'impianto accusatorio nel processo Fiera bis, la difesa di Filippo Parisini, ex presidente dell'ente, prosciolto dalle accuse più gravi, commenta con soddisfazione quanto scritto dal giudice

processo MazzoniJolanda di Savoia. È la volta dei testimoni di Banca Mediolanum nel processo che vede imputato il promotore finanziario Raffaele Mazzoni, accusato di aver architettato una truffa da circa 11 milioni di euro.

“È il caso più eclatante e numericamente più rilevante da quando mi occupo dei sinistri del gruppo, cioè dal 1987”, ha affermato l’avvocato Ettore Parlato, a capo dell’area legale di Mediolanum che ha spiegato al giudice Debora Landolfi come l’istituto si sia accorto della truffa messa in atto dal broker, che curava gli investimenti di circa 180 clienti per la banca: “Tutti gli indicatori relativi a Mazzoni erano negativi, ma poi abbiamo verificato un’anomalia”. L’anomalia è l’emissione di tre assegni da più di 5mila euro su un conto unico sul quale il cliente non aveva poi operato alcuna verifica. Parlato ha spiegato anche la difficoltà di accorgersi dei movimenti operati da Mazzoni, dato che spesso gli assegni venivano incassati in altri istituti di credito, sui quali Mediolanum non poteva fare verifiche, a meno che non si trattasse di importi molto rilevanti.

E d’altronde non ci sarebbero stati segnali prima di quella anomalia e delle successive denunce dei clienti: “La posizione di Mazzoni non è mai stata segnalata per un provvedimento disciplinare – ha spiegato Luca Silva, al tempo coordinatore del settore contenziosi extragiudiziali del gruppo milanese -. Quando abbiamo fatto le verifiche ci siamo resi conto che in tutti gli anni di attività non risultava nemmeno un reclamo, non c’era nulla. Per la banca era un professionista senza problemi e che non aveva un portafoglio clienti particolare”.

Silva ha fornito anche le cifre dei clienti che chiedono ora i danni alla banca: in tutto sono 128. Di questi, 39 posizioni sono già state definite tramite accordi transattivi in cui la banca ha riconosciuto 2,3-2,5 milioni di risarcimenti a fronte di richieste che arrivavano a 3,4 milioni di euro totali. Per altre 30 la proposta è stata formulata ma non si è ancora arrivati a conclusione, mentre “per altre 60 posizioni è stata la banca a non ritenere allo stato che fosse possibile una proposta in assenza di un’adeguata istruttoria”. In genere, come spiegato ancora da Silva, si tratta dei casi più complessi, in cui la documentazione fornita dai clienti non è completa e non risulta lineare.

Ci sono anche dei giudizi civili: “14-15 cause, la metà concluse con una transazione, due estinte e le altre ancora in corso: per quelle che rimangono – ha dichiarato Silva – le richieste sono tra i 2 e i 3 milioni di euro”.

Grazie per aver letto questo articolo...

Da 20 anni Estense.com offre una informazione indipendente ai suoi lettori e non ha mai accettato fondi pubblici per non pesare nemmeno un centesimo sulle spalle della collettività. Il lavoro che svolgiamo ha un costo economico non indifferente e la pubblicità dei privati non sempre è sufficiente.
Per questo chiediamo a chi quotidianamente ci legge e, speriamo, ci apprezza di darci un piccolo contributo in base alle proprie possibilità. Anche un piccolo sostegno, moltiplicato per le decine di migliaia di ferraresi che ci leggono ogni giorno, può diventare fondamentale.

 

OPPURE se preferisci non usare PayPal ma un normale bonifico bancario (anche periodico) puoi intestarlo a:

Scoop Media Edit
IBAN: IT06D0538713004000000035119 (Banca BPER)
Causale: Donazione per Estense.com