La richiesta è seria, arriva con tutti i crismi e le firme dei segretari generali e di categoria, ma l’intento è al tempo stesso ironico e polemico. I sindacati confederali Cgil, Cisl e Uil chiedono di essere convocati dai direttori generali delle aziende sanitarie e dal presidente della Ctss – Conferenza territoriale socio-sanitaria (Tiziano Tagliani) per discutere delle “possibili ricadute espansive che determinerà l’annunciato incremento del finanziamento sul territorio ferrarese” dovuto ai maggiori fondi per la Sanità previsti dalla legge di Stabilità.
Che la richiesta sia ironica e polemica al tempo stesso è un dato di fatto: i sindacati – l’ultimo ad essersi espresso è la Cgil solo qualche giorno fa – non credono nella manovra, tantomeno nell’annunciato incremento da 1 miliardo di euro del fondo sanità. Non che non sia previsto dal Governo, ma i sindacati – e le Regioni – ricordano ancora il Patto per la Sanità dove la previsione di aumento era inizialmente di 4,5 miliardi per il 2016, poi scesi a poco più di 2 con il rinnovo di luglio (non siglato da tutte le Regioni, il Veneto, ad esempio, si è rifiutato). Il miliardo di aumento, inoltre, parrebbe vincolato al raggiungimento dei Livelli essenziali di assistenza (Lea).
Questo è il contesto che porta i sindacati vedere – come ha detto il segretario generale della Cgil Raffaele Atti criticando la manovra – “tagli veri, perché il Patto per la salute prevedeva la cifra da destinare al Fondo sanitario nazionale per garantire i livelli essenziali di assistenza tenendo conto dell’incremento di costi propri del settore. E già quella cifra – continuava Atti – scontava razionalizzazioni di spesa che avrebbero dovuto essere reimpiegate dentro il sistema”.
Una richiesta di incontro, dunque, che sembra voler provocatoriamente mettere alla prova i sostenitori della Legge di Stabilità presentata dal Governo, sindaci renziani, come Eric Zaghini (che ha criticato molto la posizione della Cgil), compresi. Ecco così che alla Ctss i sindacati chiedono informazioni sull’ “indirizzo politico che i sindaci avranno intenzione di dare alle direzioni generali delle due aziende sanitarie: chiediamo di essere informati su come, dopo il piano di razionalizzazione della sanità ferrarese 2013/2015, verranno dirottate le risorse aggiuntive che, in termini espansivi e di equità sociale, dovrebbero determinare l’incremento e la nascita di nuovi servizi e dovrebbero rappresentare così non solo una possibile miglior risposta al bisogno di salute, ma anche una leva di ulteriore spinta alla crescita economica della nostra provincia”.
Richiesta simile anche ai dg delle due aziende sanitarie – Tiziano Carradori e Paola Bardasi – ai quali Cgil, Cisl e Uil chiedono di essere convocati “per un confronto sui bilanci per comprendere i margini di manovra economica, le possibili ricadute espansive che determinerà l’ annunciato incremento del finanziamento sul territorio ferrarese in termini di implementazione dei servizi e conseguente revisione del piano occupazionale che, alla luce di quanto sopra detto, risulterà per coerenza, ad oggi sottostimato”.
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