Accoglienza profughi, amministrazione locale, lavori pubblici. Ha spaziato tra diversi argomenti l’ultimo incontro della Festa de l’Unità di Pontelagoscuro che nelle ultime due settimane ha sviluppato “tante tematiche importanti, come il lavoro e l’ambiente, che hanno animato il dibattito politico”. Parola del segretario del circolo Pd di Pontelagoscuro Simone Mori che ha scelto di chiudere la festa “Ponte Democratica” in chiave più locale, ospitando i consiglieri comunali Davide Bertolasi, Ruggero Tosi e Silvia Fedeli che ha dato forfait per malattia.
Il tema caldo della serata è stata la gestione dell’accoglienza dei profughi, un dibattito partito dalla foto del bambino siriano morto sulla costa turca. “Non dobbiamo indignarci solo quando vediamo l’immagine di un bambino – commenta Bertolasi – perché ci sono dieci, cento, mille foto che non vediamo di persone che perdono la vita mentre cercano di scappare da guerra, fame e miseria. Troppo spesso perdiamo l’umanità in un turbinio di odio che alcuni partiti, specialmente la Lega Nord, stanno inculcando in maniera becera e strumentale ai cittadini. Non vengono qui per rubarci il lavoro ma perché a casa loro muoiono e a chi dice ‘aiutiamoli a casa loro’ io rispondo ‘quale casa? Quella distrutta dalla guerra in Siria?’. Non riesco a fare a meno di pensare che quando qualcuno muore è una perdita per tutti”.
Una tematica che tocca da vicino anche la comunità di Pontelagoscuro, che ospita il centro di smistamento Mamu, al centro di una protesta che non sembra conoscere fine. “Il centro di via Diamantina è aperto dall’emergenza africana del 2012 – ricorda Bertolasi – ma sfidano i pontesani a trovare sgradita o invadente la presenza di questi richiedenti asilo. Gli ospiti del centro, il primo ad occuparsi non solo di assistenzialismo ma anche di formazione e integrazione, danno una mano alla comunità, mettono a disposizione loro stessi a servizio della collettività. Ora il centro è alla totalità della sua capienza ma, in una fase di emergenza come questa, non dobbiamo pensare a tetti massimi di accoglienza e non dobbiamo perdere l’umanità. Siamo tutti esseri umani, non spaventiamoci se vediamo più persone di colore ma cerchiamo di capire perché sono venuti qua”.
Ad intervenire sull’argomento anche Tosi secondo cui “l’immigrazione è un fenomeno impossibile da evitare ma non è sintomatico di illegalità perché i problemi di ordine pubblico sono diversi e bisogna lasciarli a chi di competenza. Nel nostro dna di partito c’è l’accoglienza”. Tosi si lancia anche su una riflessione più ampia riguardo il lavoro dell’attuale amministrazione: “Tagliani è una garanzia per me e per tutti i cittadini. Anche con poche risorse il Pd sta facendo tante cose, come la riduzione del debito pubblico da 160 a 110 milioni di euro, perché è un gruppo coeso. Alcuni ci vedono come politici romani ma il lavoro di consigliere è un compito diverso, siamo quella parte della politica che deve risolvere i problemi dei cittadini”.
L’incontro ha toccato anche il tema dei lavori pubblici e del decoro urbano, a un anno dall’inaugurazione di piazza Buozzi. “La riqualificazione era un intervento che i pontesani volevano da 30 anni – afferma Bertolasi – e finalmente la piazza centrale è viva e torna alla sua funzione primaria: favorire la società e gli incontri. Ma è un’opera che va completata: i lavori del secondo stralcio, che interesserà il tratto che va da via Risorgimento a corso del Popolo, partiranno a brevissimo, il cantieramento è previsto entro la fine del 2015 o l’inizio del prossimo anno”. Stesse tempistiche per gli interventi a via dell’Isola Bianca che subisce i danni della vecchiaia e per la potatura degli alberi in via Mulino del Po. Tra gli altri lavori in programma, il completamento degli interventi di messa in sicurezza post sisma dell’istituto Carmine della Sala e lo spostamento delle associazioni nel centro civico. Proprio su questo punto intervengono i cittadini che chiedono di destinare gli spazi liberi del centro civico non al mondo dell’associazionismo ma alla medicina di gruppo, il cui attuale locale è troppo piccolo. “Non abbiamo mai ricevuto richiesta dall’Asl di allargare l’area degli ambulatori – commentano all’unisono i due consiglieri comunali – ma se la richiesta dovesse pervenire ci adopereremmo per rivedere gli spazi”.
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