Politica
26 Agosto 2015
Ipotizzata un'omissione di atti d'ufficio, ma tutte le delibere sono state pubblicate regolarmente

Camelot, Fabbri vuole denunciare il Comune

di Daniele Oppo | 3 min

unnamed (11)“Ora abbiamo portato in tribunale anche l’amministrazione di Ferrara”, annuncia il capogruppo leghista in Regione Alan Fabbri, che chiede al Pd di fare dietrofront sulla questione migranti.

La denuncia, a quanto si apprende, non è stata ancora depositata e conterrebbe la richiesta all’autorità giudiziaria di valutare se esistano gli estremi per il reato di omissione di atti d’ufficio. Il fatto ‘incriminato’ sarebbe la presunta mancata pubblicità della delibera di Giunta con la quale l’Amministrazione ha revocato l’affidamento diretto dei progetti Sprar per l’accoglienza di 88 migranti alla cooperativa Camelot (quella datata 7 agosto).

In realtà, se questo dovesse costituire l’unico motivo di doglianza della Lega, la denuncia potrebbe facilmente cadere nel vuoto dato che, come già abbiamo avuto modo di scrivere, l’Amministrazione non si è sottratta ai doveri di trasparenza imposti dalla legge e la delibera – come ribadito anche dal sindaco Tiziano Tagliani lunedì – è stata regolarmente pubblicata nell’albo pretorio nei tempi previsti dalla legge, anche se l’accesso online per alcuni giorni è stato problematico.

Ciò che è successo è che l’assessora Chiara Sapigni non ha fatto pervenire la delibera alla stampa nei resoconti della seduta di giunta del 7 agosto per timore di eventuali fraintendimenti e speculazioni. Gesto giudicato da altri organi di informazione locale come una mancanza di trasparenza e da cui sono nate richieste di dimissioni. Il comportamento dell’assessora è criticabile, è probabilmente un grosso errore di comunicazione, soprattutto in un’epoca in cui l’informazione viaggia molto in fretta. Ma non si tratta di un comportamento illegittimo, né penalmente rilevante, dato che non esiste alcun obbligo per l’Amministrazione di far pervenire tali resoconti agli organi di stampa. Insomma, si tratta di cattiva comunicazione pubblica, ma non di un inadempimento talmente grave da essere inquadrato in un’ipotesi di reato.

Fabbri allarga però la questione e la unisce anche a quella Reggio Emilia. “Dopo le denunce della Lega il Pd fa un passo indietro sull’ignobile utilizzo dei presunti profughi alla festa dell’Unità di Reggio Emilia. Vittoria Lega! – scrive il capogruppo del Carroccio -. Ora abbiamo portato in tribunale anche l’amministrazione di Ferrara, ci auguriamo che il precedente di Reggio apra gli occhi anche al Pd estense e a quello emiliano-romagnolo: mai più clandestini in tutta la regione”. Affermazioni che arrivano dopo che, a Reggio, la Cooperativa Sociale Dimora d’Abramo ha deciso di sospendere il servizio dei 30 ‘volontari’ in servizio alla festa dell’Unità, con l’intento dichiarato di far cessare le polemiche. Sul caso Fabbri e il collega Gabriele Delmonte avevano presentato interrogazione in viale Aldo Moro.

“Il caso di Reggio sia un precedente, il Pd capisca dai suoi errori: l’immigrazione ‘dopata’ alimenta solo illeciti, irregolarità, dà solo una marea di guai, rischi, sperperi e problemi. Anche a Ferrara, dove la Lega ha denunciato la giunta Tagliani a seguito delle contestazioni dell’Anticorruzione sui bandi dell’accoglienza, il Pd faccia dietrofront”. “In Emilia Romagna è partita l’operazione #bastaipocrisia: d’ora in poi porteremo davanti al tribunale ogni bando poco trasparente, ogni coop che si alimenta col business dei clandestini, ogni azione pro-immigrati. La verità è che, – conclude Fabbri – dietro le parole angeliche del Pd sull’accoglienza, si nascondono troppo spesso interessi e affari per i soliti noti”.

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