Mar 25 Ago 2015 - 192 visite
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Thomas Cheval da The Voice al Buskers Festival

Il giovane ferrarese si è esibito tra i musicisti accreditati della 28esima edizione

FBF 2015 - Thomas Cheval (2)“Suonare per strada è più impegnativo, ma è anche terapeutico. Ti stacchi dal palco, da ciò che è più costruito, per trovare un contatto diretto con il pubblico. La gente è ad un passo da te e lo spettacolo diventa più emozionale, le tue emozioni arrivano di più a chi ascolta”. Parola di Thomas Cheval, il talentuoso musicista ferrarese, 18 anni compiuti 2 mesi fa, che quest’anno ha conquistato tutti arrivando tra i finalisti della trasmissione di Rai Due The Voice of Italy, a seguito del coach Noemi, e che adesso è tra i musicisti accreditati del Ferrara Buskers Festival, la 28esima rassegna internazionale del musicista di strada (fino al 30 agosto).

Per Thomas Cheval, che sabato 22 e domenica 23 agosto ha incantato gli spettatori della più grande manifestazione della musica itinerante, si tratta della seconda volta al festival. “La strada aiuta, ti fa forte – ci ha confidato -, le persone sono accanto a te e puoi ascoltare anche i loro commenti”. Il più giovane finalista di The Voice studia pianoforte dall’età di 5 anni, ha cominciato a suonare con la nonna e non ha mai smesso.

Intanto frequenta il liceo linguistico Ariosto di Ferrara e si esibisce in concerti in giro per l’Italia con il musicista e suonatore di sax ferrarese Andrea Poltronieri, con il quale, da quando ha vinto il “Made in FE’s got talent” c’è una forte intesa artistica. Entrambi hanno anche inaugurato un concerto di Noemi in Provincia di Rieti, con la quale Thomas è sempre in contatto, e hanno ammaliato gli spettatori del Ferrara Buskers Festival, presentando un particolare duo sassofono-pianoforte e chitarra-canto.

La voce di Thomas Cheval colpisce all’anima. Adesso l’obiettivo è Sanremo Giovani e la produzione di un album. “L’ep prodotto da Universal e da Nicolò Fragile sta andando bene – ha detto il musicista – e adesso ci sono tante strade da seguire, l’importante è giocarle in maniera corretta. L’esperienza di The Voice mi ha migliorato a livello personale. Ho imparato a gestire la timidezza, ma la timidezza non va mai persa”.

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