Dom 26 Lug 2015 - 1480 visite
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Amici di Carife, giorni frenetici prima dell’assemblea

L'associazione pubblica tutta la documentazione "per una partecipazione consapevole" e lancia un appello all'unità tra i soci

Un'immagine di un'assemblea prima del commissariamento

Un’immagine dell’assemblea prima del commissariamento

Sono giorni frenetici per gli azionisti e i correntisti Carife, che durante l’assemblea dei soci prevista per giovedì (30 luglio) dovranno schierarsi pro o contro l’aumento di capitale da 300 milioni di euro proposto dal Fondo Interbancario di Tutela Depositi, che diventerà il primo azionista della banca con oltre il 97% delle partecipazioni. Ma prima del voto occorre informarsi e capire quali sono le decisioni più giuste per i piccoli azionisti, già scottati – e non poco – dall’aumento di capitale del 2011 e dal successivo crollo del valore delle azioni, che al termine del commissariamento risulta pari a soli 0,27 euro per titolo.

E uno dei primi attori in questa delicata partita è l’associazione Amici di Carife, pronta a difendere gli interessi dell’istituto di credito ferrarese, ma solo a patto che questi non si scontrino ancora una volta con quelli dei suoi soci e clienti. “Al Fondo Interbancario deve essere ben chiaro che la nostra amicizia non è a vita – sono le di Marco Cappellari, presidente di Amici di Carife -: attendiamo di conoscere bene la nuova Carife per poi dare indicazioni al nostro popolo”. Un’amicizia condizionata, insomma, in un contesto in cui “gli azionisti sono ancora storditi dalla notizia che il valore dell’azione il 30 luglio scenderà a 0,27 euro”. Motivo per cui, secondo l’associazione, è indispensabile un’azione coordinata e il più possibile documentata da parte dei soci della banca. In particolare riguardo ai nodi più tecnici su cui gli azionisti verranno chiamati a votare, come l’erogazione gartuita di cinque warrant ad azione, per ‘opzionare’ il futuro acquisto (nel 2018) dei titoli al loro valore attuale, a prescindere da quello che nel frattempo avranno raggiunto.

“La domanda più frequente che viene fatta alla nostra associazione è ‘che fare ora?’ – spiegano i responsabili di Amici di Carife, che proprio a questo proposito hanno pubblicato un appello agli azionisti pubblicato sul sito www.amicicarife.it -. Dal 30 luglio Carife passa alla proprietà del Fondo interbancario, che rilancerà l’istituto e ci darà gratuitamente, per invitarci ad una scommessa nei prossimi anni, cinque warrant per ogni azione. Se il nuovo management, che conosceremo a ottobre, farà un buon rilancio della nuova Carife allora i nostri investimenti si rianimeranno. Ma l’azione del Fondo interbancario e dei dipendenti non potrà fare miracoli se la nostra base territoriale non li accompagnerà nei prossimi anni. Per contare serve far arrivare forte e chiara la nostra voce nei prossimi giorni, mesi e anni facendogli vedere che siamo in tanti, e che il popolo dei 28mila azionisti e dei tanti obbligazionisti non sta fermo a guardare”.

Gli Amici di Carife, per permettere a tutti di partecipare all’assemblea hanno deciso di mettere nel loro sito internet tutti i documenti necessari “per una partecipazione consapevole” e per comprendere le decisioni dei commissari straordinari di Bankitalia: la relazione dei commissari, relazione del comitato di sorveglianza, regolamento dei warrant. Quest’ultimo in particolare, va ben compreso dai soci. Amici di Carife ha inserito sul sito anche tutte le informazioni su come entrare all’assemblea: i soci potranno presentarsi il 30 luglio muniti di un documento di identità, ma se vogliono evitare code meglio se nei giorni precedenti passeranno presso la propria agenzia o filiale a ritirare il documento per l’accesso in assemblea.

Gli associati che non potranno partecipare direttamente all’assemblea avranno la possibilità di dare la delega per il proprio voto ai rappresentanti di Amici di Carife, ma è indispensabile che abbiano le idee ben chiare sull’operazione messa in campo dai commissari di Bankitalia e dal Fondo Interbancario: “Crediamo che dovremo lavorare molti mesi per spiegare a ciascuno come funzionano – spiega Cappellari -, ognuno dovrà farsi i propri conti; anche la banca in primis dovrà fare un grande lavoro esplicativo con ogni azionista. Ci rivolgiamo ai tanti arrabbiati che comunque sono ancora clienti della banca e che vogliono una ripresa delle azioni. Noi sappiamo bene cosa ronza nella loro testa. Al Fondo deve essere ben chiaro che la nostra amicizia non è a vita: attendiamo di conoscere bene la nuova Carife per poi dare indicazioni al nostro popolo”.

 

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