Gio 2 Lug 2015 - 184 visite
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Una mostra dedicata a Carlo Tassi

Doppio evento a Ferrara curato da Andrea Samaritani

Inaugura sabato 4 luglio a Ferrara un doppio evento dedicato alla vita e alle opere del pittore bondenese Carlo Tassi (Bondeno 1933 – Ferrara 2011) a cura di Andrea Samaritani.
Il doppio appuntamento inizierà alle ore 17,30 presso il Museo del Risorgimento e della Resistenza per proseguire alle 18.30 al Museo Casa Ludovico Ariosto, durante il quale sarà inoltre presentata al pubblico l’apertura dell’Archivio Carlo Tassi, consistente nella catalogazione digitale ragionata dell’opera dell’artista (a cura di Mara Vincenzi – Tassi e Federica Zabarri).

“Il suo studio – afferma Samaritani – situato nel cuore di Bondeno è ancora oggi costellato di ritagli di fotografie, prese da giornali. Frammenti visivi che ci aiutano a conoscere le scelte, le attese e le spe­ranze vissute dall’uomo Carlo Tassi. Le sue stanze da lavoro sono tappezzate di riferimenti sociali e politici in un grande guazzabuglio di lingue, di proclami e di idee. Una babilonia del terzo millennio, che lui però leggeva in modo univoco e chiaro”.

Andrea Samaritani, curatore della mostra, racconta come Carlo Tassi ha affondato i suoi pennelli nelle immagini dei macchiaioli e poi degli im­pressionisti francesi, per poi liberarsene e, pur continuando ad aderire idealmente a quei modelli, ne ha elaborato uno tutto suo. “Ha utilizzato i colori senza diluirli – spiega – spremendoli fuori dal tubetto direttamente sulla tela. Materia densa e sporgente disegnata con la spatola. Ha acceso le scene della campagna ferrarese con bagliori e luci mistiche che dal fondo dei suoi quadri non solo illuminano la scena ma diventano forma e significato, colore e sentimento. Sfondi padani apparentemente malinconici, che invece per Carlo esprimono una struggente e intima voglia di ritorno a casa. Pace e raccoglimento. L’immersione nel dolce e accogliente calore crepuscolare della giornata, quando i colori si spengono e l’uo­mo ritrova se stesso, dentro le sue stanze familiari . La scoperta di queste mostre è l’autoritratto non finito, ritrovato, dalla moglie Mara, nella primavera di quest’anno dietro pile di tele preparate e mai dipinte, nello studio di via Botte Panaro. Il suo volto – prosegue – ci guarda di tre quarti, l’espressione è sorniona e ironica. L’incar­nato restituisce e svela la spessa materia spalmata precedentemente sulla tela. Il volto è incorniciato da tre guizzi forti e decisi nei colori primari (il giallo, il rosso e il blu): un invito esplicito a ritornare laddove inizia la pittura. E dove ricomincia la vita”

Nel corso dell’inaugurazione verrà presentato in anteprima il costituendo Archivio Carlo Tassi, che ha come obiettivo la ricostruzione, seppur virtualmente, della mappa completa dell’opera di Tassi, dai disegni giovanili realizzati durante gli anni di formazione, alle sculture degli anni ’60, dai dipinti più noti prodotti a cavallo tra il XX e il XXI secolo, fino alle tele inedite ancora custodite nel suo studio.

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