lun 29 Giu 2015 - 245 visite
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FabLab e Makerspace, una rete artigianale nell’era digitale

Da Sipro la promozione di un gruppo associativo per unire competenze e conoscenze per l'innovazione tecnologica

sipro fablabdi Marcello Celeghini

Come possono le piccole imprese avere voce e fare innovazione e sviluppo in tempi di crisi? La risposta a questa domanda cruciale è stata data a Palazzo Muzzarelli Crema dove si è svolto il convegno dal titolo “Fablab e Makerspace: potenzialità nell’ecosistema produttivo”. L’evento è stato promosso da Sipro e ha visto la partecipazione anche di altre realtà regionali lì a raccontare la propria esperienza. L’obiettivo è quello di creare una rete associativa regionale che metta assieme competenze e conoscenze tecniche per fare innovazione tecnologica.

In Emilia Romagna attualmente esiste già la rete Make-Er dei FabLab, ovvero piccole realtà imprenditoriali o artigiane eterogenee tra loro che si sono associate per avere più peso e crescere. L’associazione Make-Er, tenuta a battesimo da Aster, la società consortile regionale tra le università della regione, camere di commercio e il tessuto imprenditoriale, è ora coordinata da MakeinBo (Bologna), FabLab Reggio Emilia e FabLab Parma, le prime città in regione a dotarsi di articolazioni locali dell’associazione regionale. “Le singole attività artigianali o micro imprenditoriali- spiega Martina Lodi di Aster- fanno fatica ad essere ascoltate dalle istituzioni e, quindi, lo scopo di queste associazioni è proprio quello di creare una massa critica che abbia peso e titolo per essere ascoltata da ogni livello della politica. Ma queste associazioni manifatturiere servono anche a moltissime altre cose come, ad esempio, fare marketing in maniera efficace, andare nelle scuole ad incontrare i giovani e avere rapporti più proficui con i fornitori. Per ora Make-Er è una rete ‘informale’ senza nessuna tutela giuridica, ma il nostro obiettivo è quello di costituire un’associazione a termini di legge e creare un modello esportabile anche in altre regioni”.

Il discorso sulla ‘massa critica’ ha fatto breccia anche tra gli altri attori presenti alla conferenza. “Fare in modo che anche gli artigiani e le piccole imprese manifatturiere possano dire la loro e fare massa critica- sottolinea la presidente di Sipro Caterina Brancaleoni che ha avuto il compito di coordinare l’incontro- è un beneficio per tutto il sistema imprenditoriale perché solo così si può fare innovazione e sviluppo”. Anche il mondo istituzionale, ieri presente nella persona dell’assessore comunale alle Attività Produttive Caterina Ferri, è d’accordo con questa visione. “È necessario partire avendo ben in mente le richieste che vengono dal nostro territorio e le grandi potenzialità che già abbiamo. Le felici esperienze di questi FabLab ci sollecitano a portare anche sul nostro territorio questa forma associativa e nei prossimi mesi il nostro lavoro di amministratori sarà rivolto anche a questo”. Durante il convegno, tra le varie esperienze portate da diverse realtà regionali, ampio spazio ha avuto il ‘nostro’ MEme Exposed, recentemente rinviato a settembre per problemi organizzativi. MEme è un luogo fisico (e virtuale) dove emergono i bisogni delle imprese e si manifestano le idee dei Maker che sono una sorta di ‘artigiani digitali’.

L’edizione 2015, che si svolgerà il 18 e 19 settembre prossimi, si focalizzerà, in particolare, sulla tematica dello sviluppo di soluzioni innovative nell’ambito della disabilità/accessibilità declinata in tre ambiti: azioni di innovazione produttiva, azioni di innovazione sociale e produttiva e azioni di innovazione sociale, produttiva e culturale.

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