Cronaca
1 Giugno 2015
Sfilata del popolo bianconero tra la commozione di tutto il mondo del Palio

Il ricordo di Dando ‘sfila’ in piazza Ariostea

di Elisa Fornasini | 3 min

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L’edizione 2015 del Palio di Ferrara verrà ricordata come la più triste in assoluto. A toccare il cuore di contradaioli e spettatori non è tanto la sconfitta alle corse ma il ricordo di “Dando” di San Paolo, al secolo Daniele Bregola, scomparso proprio a pochi giorni dall’inizio delle gare. Una recente e prematura scomparsa che non ha scosso solo la contrada bianconera, ma l’intero mondo paliesco che ieri, domenica 31 maggio, si è unito nella memoria del compianto simbolo del Palio al quale ha dedicato sua vita. Se i gonfaloni si sono listati a lutto per le gare in piazza Ariostea, lo stesso affetto è stato dimostrato da tutti gli spettatori che, indipendentemente dai colori delle bandiere che cingevano al collo, sono riusciti a trasformare il variopinto pubblico dell’anello in un’unica grande famiglia.

L’applauso più lungo e caloroso è stato appunto riservato alla doppia sfilata di San Paolo. I contradaioli bianconeri hanno sfilato per ultimi, essendo i vincitori della corsa dei cavalli dello scorso anno, e hanno percorso due volte l’anello cinti da un ideale abbraccio dell’intera piazza Ariostea. Tutti i figuranti, visibilmente commossi, hanno alzato un dito verso l’alto per essere simbolicamente più vicini al cielo e per dimostrare che “Dando” era uno di loro. Nel corteo anche la moglie, che ha trattenuto a stento le lacrime così come hanno fatto i compagni di uno degli indiscussi protagonisti, davanti e dietro le quinte, del Palio estense, ora segnato da un velo di tristezza.

Dopo il tradizionale passaggio del corteo storico, al quale hanno preso parte la Corte Ducale e le rappresentanze delle otto contrade, è arrivato il momento delle premiazioni. Per la consegna dei premi “Nives Casati” a Santa Maria in Vado e “Nino Franco Visentini” a San Giorgio, si sono avvicendati il sindaco Tiziano Tagliani, l’assessore al Palio Aldo Modonesi, il questore Antonio Sbordone e l’arcivescovo Luigi Negri; alcune delle autorità che hanno riempito le prime file della tribuna centrale per seguire l’evento più atteso di maggio. Figura d’eccezione per l’assegnazione del premio della giuria popolare a Santo Spirito è stata la showgirl Melita Toniolo, già protagonista della cena propiziatoria di San Benedetto, che ha anche sfilato insieme al corteo biancazzurro.

Il momento clou della manifestazione si è svolto senza particolari intoppi: dopo il trittico di vittorie di San Luca – vincitore delle corse dei putti, delle putte e delle asine – l’impresa rossoverde di agguantare quello che sarebbe stato uno storico poker è sfumata con la vittoria della corsa dei cavalli di San Giacomo. Unico ma unanime disappunto del pubblico, l’”autogestione” dei fantini alla partenza della gara più importante, che non è piaciuta né al mossiere Gennaro Milone, né agli spettatori che hanno seguito il ‘battibecco’ a suon di fischi e di incitamento all’ammonizione per i fantini più ‘indisciplinati’. Fischi che diventano voci di condanna poco al di fuori dell’anello recintato, nei due presidi animalisti. 100% Animalisti e le associazioni ferraresi capitanate da Animal Defenders chiedono la stessa cosa, l’abolizione delle corse con animali nei Palii di tutta Italia, ma hanno manifestato in due punti diversi di corso Porta Mare. Senza mai lasciare il proprio spazio designato. Le minacce di invasione lanciate dai 100% Animalisti, quindi, sono rimaste tali e non sono sfociate nell’occupazione della pista, che ha potuto così ospitare le corse in tranquillità.

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