Ha tentato di sottrarsi a un controllo della Polizia Locale dopo essere stato segnalato dai sistemi di videosorveglianza comunali, ma è stato comunque raggiunto e fermato dagli agenti
Nel corso della notte tra venerdì e sabato, lungo la superstrada Ferrara–Mare, una vettura ha investito un canide che, in un primo momento, è apparso essere un lupo, ma che potrebbe anche trattarsi di un cane
La Fp Cgil di Ferrara ha inviato una richiesta formale ai sindaci del territorio affinché intervengano con urgenza sulla gestione del Centro di Procreazione Medicalmente Assistita (Pma) dell’Ospedale del Delta
La dottoressa Filomena Longo è stata nominata direttrice dell’Unità Operativa “Talassemie ed Emoglobinopatie” dell’Azienda Ospedaliero Universitaria di Ferrara
(foto di Geppy Toglia)
E’ la contrada di San Giacomo a trionfare al Palio di Ferrara aggiudicandosi in piazza Ariostea la corsa dei cavalli e impedendo così a San Luca, vincitore delle precedenti corse (Putti, Putte e Asine) di agguantare quello che sarebbe stato uno storico poker.
L’Aquila di San Giacomo ha quindi “artigliato” il palio dorato partendo con i favori del pronostico, grazie all’ottimo cavallo Bomario da Clodia e a un determinato Alessio Migheli detto “Girolamo”, e riuscendo ad evitare l’insidia dei rivali di sempre, ma soprattutto dell’avversario più ostico, Francesco Caria detto “Tremendo” di San Giovanni con il cavallo, altrettanto veloce, Periclea.
Ai canapi Caria si può dire si sia quasi “autoescluso”, dopo aver avuto dalla sua la fortuna del sorteggio. Per lui infatti c’era la prima posizione “alla corda”, quella più interna e favorevole allo scatto, ma ha preferito partire molto più in alto, dalla settima posizione, dopo un singolare e per molti versi inedito battibecco con il mossiere Gennaro Milone, che ha mostrato notevoli limiti nella gestione dei fantini, sfociata infatti in una sorta di “autogestione” che ha inevitabilmente fatto ritardare la “mossa”.
Ci sono volute ben nove chiamate ai canapi, con tre false partenze, prima del via regolare della corsa, dopo circa un’ora e mezza di estenuante attesa. Partenza regolare, certo, ma a posizioni non rispettate. Caria ha disobbedito più volte ai richiami di Milone, dando vita a un siparietto nel quale alla fine si è inserito anche il presidente della contrada San Giovanni, Gian Paolo Chiodi.
Il cavallo Periclea sembrava non volerne sapere di restare alla corda, così il fantino ha ottenuto di poter partire nella posizione che gli è apparsa più consona, tra il disappunto generale del pubblico.
(foto di Geppy Toglia)
Il risultato è che Alessio Migheli con il suo potente Bomario da Clodia ha sfruttato il “regalo” al meglio, scattando immediatamente in testa, tallonato al primo giro da Santa Maria in Vado (Walter Pusceddu su Nadir de Mores) e San Luca (Andrea Coghe su Matato).
Poi Santa Maria ha perso il passo ed è spuntato in terza posizione l’esordiente Enrico Bruschelli di Santo Spirito su Quattro Mori. San Luca ha tentato l’assalto a Migheli fino al terzo dei quattro giri di piazza Ariostea, ma nel frattempo è salito con una impressionante progressione proprio San Giovanni con “Tremendo”, che si è portato alle spalle di San Giacomo senza però riuscire, all’ultimo giro, a trovare lo spunto per il sorpasso.
E’ finito tutto con il tripudio dei contradaioli gialloblu e “Girolamo” portato in trionfo come un eroe. “San Giacomo è la mia contrada – ha detto il fantino al termine della corsa – e con loro sono riuscito a fare un ottimo lavoro”.
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