Dopo la ‘rumorosa’ presa di distanze da parte del vescovo Luigi Negri, Don Bedin torna nell’occhio del ciclone a causa delle sue recenti dichiarazioni pro-accoglienza, seguite alla strage nel canale di Sicilia dove il 19 aprile sono morti in mare oltre 700 migranti. Oggi infatti è il capogruppo regionale della Lega Nord, Alan Fabbri, a sferrare le proprie critiche al parroco ferrarese lanciando sui social network lo slogan “Io non sto con Don Bedin. Fermiamo il business dell’immigrazione”, con tanto di hashtag ‘#stopinvasione’.
“Don Bedin si occupi del suo ministero sacerdotale. Ferrara, quanto ad accoglienza, ha già dato – attacca Fabbri -. Penso che il parroco abbia oltrepassato la linea che divide la solidarietà dall’assistenzialismo sfrenato e a senso unico verso gli stranieri. L’ospitalità a mille nuovi clandestini produrrebbe solo ulteriore caos nella già anarchica situazione attuale”. Critiche assai nette che sorgono dall’invito di Bedin di accogliere mille immigrati nella provincia estense, sia a causa delle questioni etiche legate alle stragi in mare, sia per i possibili impieghi professionali sul territorio.
Un messaggio che viene letto da Fabbri come “assistenzialismo sfrenato”, anche se varrebbe la pena ricordare che proprio Don Bedin ha più volte criticato il concetto di ‘assistenza passiva’. Come quando, mostrando a estense.com i campi coltivati nelle sue comunità di accoglienza, il parroco non si mostrava esattamente entusiasta della gestione puramente ‘assistenziale’ di programmi come Mare Nostrum, che “riguardano solo l’accoglienza immediata” e “sistemano gli immigrati in appartamenti in centro, dove la passività è assoluta. Queste persone non possono neppure cercare un lavoro finchè sono nel programma di accoglienza e per sei mesi si ritroveranno a girare nei bar”. Il modello alternativo consiste invece, secondo il ‘don’, nel “cercare di mettere a frutto le loro competenze” attraverso inserimenti lavorativi e programmi di formazione.
Frainteso o meno, Bedin è diventato suo malgrado uno dei bersagli della Lega nella lotta agli sbarchi sulle coste. “Non è questione di razzismo o di non volere aiutare il prossimo come qualcuno dice – afferma Fabbri – ma è una questione di buon senso. Per risolvere il problema degli sbarchi occorre un intervento in quell’area ovviamente coordinato dall’Europa e dall’Onu altrimenti facciamo solo chiacchiere e non aiutiamo queste persone. Ricordo a don Bedin che, in media, in nove casi su dieci ci troviamo di fronte a persone che non hanno diritto all’asilo politico. Il governo, con la complicità delle amministrazioni Pd e di personaggi come don Bedin, sta mantenendo a spese dei cittadini decine di migliaia di stranieri che non ne hanno i requisiti. Queste sono politiche dannose, perché prosciugano preziose risorse che potrebbero essere dedicate alla sicurezza, alla prevenzione e al contrasto dei furti, al welfare per la nostra gente, ad aiuti per i cittadini bisognosi, al rilancio del lavoro. Insomma: uno scippo ai danni della nostra gente. Spiace che chi si occupa di solidarietà sostenga politiche di accoglienza indiscriminata e di invasione che fanno il male della nostra gente. Consiglio a don Bedin di essere più prudente nel sostenere certe proposte”.