Sab 25 Apr 2015 - 4563 visite
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Migranti, la curia prende le distanze da don Bedin

Il parroco: "Ho espresso un'opinione personale e sociale, che mi risulta non sia diversa da quella della Chiesa"

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Don Bedin assieme ad alcuni ospiti delle comunità di accoglienza che coordina

La diocesi di Ferrara prende le distanze dalle recenti dichiarazioni sull’accoglienza dei migranti rilasciate da don Domenico Bedin. E lo fa, assieme al vescovo Luigi Negri, sottolineando “con forza che [loro] non hanno alcuna parte nelle dichiarazioni rilasciate da don Domenico Bedin, riguardo alle possibili politiche migratorie sul territorio ferrarese, poiché non sono di loro specifica competenza”.

Una presa di distanza che fa riflettere, se si tiene presente che anche Papa Francesco sul tema dell’immigrazione lascia trasparire costantemente le proprie idee e solo pochi giorni fa, in seguito all’ennesima tragedia nel Mediterraneo, ha ringraziato l’Italia per “l’impegno che sta profondendo per accogliere i numerosi migranti che, a rischio della vita, chiedono accoglienza”, parlando dei rifugiati come di “fratelli nostri che cercano una vita migliore: affamati, perseguitati, feriti, sfruttati, vittime della guerra” e chiedendo più supporto da parte dell’Europa poichè “è evidente che le proporzioni del fenomeno richiedono un coinvolgimento molto più ampio. Non dobbiamo stancarci nel sollecitare un impegno più esteso”.

Un pensiero che, nel contesto locale, vede proprio Don Bedin in prima linea: ieri il parroco è intervenuto sulla Nuova Ferrara lanciando un appello per l’accoglienza dei flussi migratori nel territorio, affrontando il tema sia da un punto di vista etico – il dovere di assistere i rifugiati – che dal lato pratico, cioè parlando dei possibili progetti di formazione professionale e di coinvolgimento sociale per i nuovi arrivati. “Avevo semplicemente intenzione – spiega il parroco ad Estense.com – di spiegare che al di là dell’emergenza attuale, accogliere gli immigrati in maniera intelligente può diventare un’occasione per la nostra provincia. Un arricchimento sia giovanile che professionale”. Concetti di cui avevamo discusso con il ‘don’ durante una recente visita alle sue associazioni, quando aveva tratteggiato chiaramente i confini tra accoglienza ‘attiva’ e ‘passiva’.

Idee che non sembrano molto apprezzate nella diocesi ferrarese, che nel comunicato che riportiamo integralmente afferma di non voler affrontare il tema delle politiche sull’immigrazione poichè non di competenza della Chiesa: “L’Arcivescovo Sua Eccellenza Monsignor Luigi Negri e la Diocesi di Ferrara-Comacchio sottolineano con forza che non hanno alcuna parte nelle dichiarazioni rilasciate sulla stampa locale di oggi da don Domenico Bedin, riguardo alle possibili politiche migratorie sul territorio ferrarese, poiché non sono di loro specifica competenza. Precisano altresì che non intendono rispondere di alcuna dichiarazione rilasciata fuori o all’insaputa dell’Ufficio Stampa Diocesano. L’Arcivescovo e la Diocesi inoltre, in perfetta coerenza con quanto realizzato finora, ribadiscono la loro piena disponibilità ad una proficua collaborazione con le autorità competenti per tutte le necessità sociali, incluse le politiche migratorie”.

Bedin nel frattempo cerca di non alzare i toni ed evita attentamente di entrare in polemiche vere o presunte: “Non ho nessuna intenzione di replicare, volevo solo intervenire sul tema dell’accoglienza e mi pare di aver detto concetti molto laici, che non coinvolgono assolutamente l’autorità ecclesiastica. Avendo in gestione una comunità di accoglienza, ho espresso un’opinione personale e sociale, che da quanto mi risulta non è diversa da quella della Chiesa”.

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