Mer 22 Apr 2015 - 168 visite
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Cancelli aperti al laboratorio di archeologia

Arch’è e liceo Ariosto festeggiano i 10 anni di apertura del laboratorio nel quadrivio

percorso storicoCi sono delle date che per la vita della collettività sono importanti. Una di queste è il 22 aprile del 2005 quando, per la prima volta, sono stati aperti al pubblico i cancelli dell’ampia area verde del laboratorio didattico di archeologia del liceo classico statale “L. Ariosto” che, realizzato su parte degli antichi spazi di pertinenza di palazzo da Castello-Prosperi-Sacrati, occupa l’angolo nord ovest del quadrivio rossettiano, tra il palazzo dei Diamanti e il parco Massari.

In questi giorni, per festeggiare i 10 anni del laboratorio, accanto ai pannelli che illustrano la storia ufficiale del luogo, saranno disposte schede plastificate relative a personaggi e vicende legate a questo angolo poco conosciuto della città: un “laboratorio in progress”, coordinato da soci di Arch’è, a cui partecipano, dal settembre 2014, anche semplici cittadini che si interessano della vita quotidiana di questo spazio ricco di sorprese.

Oggi, mercoledì 22 aprile, un gruppo di studenti di Arch’è Giovani e il tirocinante Ivan Matteuzzi, laureando in Scienze politiche all’Università di Bologna, accoglieranno i visitatori e, tutti i venerdì, sabato e domenica, fino al 7 giugno, verranno aperti i cancelli di corso Ercole I d’Este 25a e di corso Biagio Rossetti 4, dalle 11 alle 18.30.

area attrezzata su corso Ercole I d'EsteUn’occasione imperdibile per scoprire un angolo poco conosciuto della città, dalla storia sorprendente. Dopo l’inaugurazione nel 1976 della nuova sede del liceo, l’area che ora ospita il laboratorio era stata progettata come parco pubblico dall’architetto Carlo Melograni che cosi la descrive: “Sono state realizzate le pavimentazioni, posizionate le panche di cemento simili a quelle che individuano gli spazi di pertinenza delle singole aule e, accanto alla vasca addossata ad un muretto di mattoni posto a separare il giardino della scuola da quello pubblico, viene piantata una siepe di alloro, che attenua l’impatto visivo dell’edificio su corso Ercole I d’Este; oltre il moderno muro di cinta, il verde degli alberi riempie quello squarcio che l’abbattimento della caserma Gorizia tante polemiche aveva suscitato”.

Il parco non sarà aperto alla città ma, annesso al liceo Ariosto, sarà utilizzato per improvvisate partite di calcetto fino alla costruzione dei campi sportivi attigui alla palestra. Il preside Giancarlo Mori incarica quindi un gruppo di docenti di discipline diverse (Linda Baiolini, Anna Bazzanini, Alberta Brugnatti, Paola Correggioli, Fabrizio Fiocchi, Tommaso Mantovani, M. Silvia Siviero, Cinzia Solera, coordinati da Silvana Onofri) di progettare, sull’area ormai invasa dalla vegetazione, un laboratorio di archeologia urbana testato con gli studenti, e finanziato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Ferrara anche per l’ampiamento voluto dalla nuova dirigente Mara Salvi e realizzato dal 2007 in collaborazione con l’associazione Arch’è.

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