Aldro. Anselmo: “Non è bastato”
Il giorno dopo il diniego della questura per le letture dei bambini allo stadio, sulla propria pagina Facebook Fabio Anselmo scrive una lettera aperta ai genitori di Aldrovandi
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“Caro presidente, ci rivolgiamo a te per manifestare la grande preoccupazione nostra e dei sindaci italiani per alcune rilevanti criticità che investono la vita dei nostri Comuni”. Si apre così la lettera del direttivo di Anci nazionale mandata lo scorso 4 marzo al presidente del consiglio Matteo Renzi. Se le rassicurazioni del premier sul fatto che non ci saranno nuovi tagli ai Comuni negli esercizi 2016 e 2017 hanno convinto il presidente dell’Anci e sindaco di Torino, Piero Fassino, non hanno rassicurato i sindaci dei 24 Comuni della provincia di Ferrara che questa mattina in municipio hanno sottoscritto il documento sulle difficoltà degli enti locali. Al centro della battaglia ci sono i tagli, che ammontano a 1,2 miliardi nell’ultima finanziaria ma che arrivano fino a 2 miliardi contando le ripercussioni dei tagli precedenti e dell’Imu agricola.
“Tutti i sindaci della provincia hanno deciso di aderire al documento – annuncia il sindaco di Ferrara e presidente della Provincia Tiziano Tagliani – perché i Comuni sono in ginocchio. Siamo abituati a sopportare i tagli (i Comuni hanno contribuito al risanamento dei conti pubblici in modo molto significativo e oneroso, devolvendo allo Stato 17 miliardi di euro dal 2010 al 2014) ma i tagli previsti per il prossimo triennio sono insostenibili. Le problematiche degli enti locali sono una diversa dall’altra e una peggio dell’altra – rincara la dose Tagliani -: dallo stritolamento dal punto di vista normativo al blocco della spesa, dal riordino istituzionale in capo alle province ai tagli insostenibili perché siamo arrivati a una situazione in cui sono maggiori i prelievi di quanto siano le fonti. Anche se non spendessimo un euro, non riusciremmo a starci dentro. Difficoltà che coinvolgono le città metropolitane ma soprattutto i piccoli Comuni, ormai vicini alla paralisi”.
Se i Comuni soffrono, le problematiche si riflettono sui cittadini. “Siamo all’esasperazione – si indigna il sindaco di Ostellato Andrea Marchi – perché applicare tagli di queste dimensioni vuol dire tagliare i servizi ai cittadini. Non dipende neanche dal colore politico, perché non siamo mai stati trattati bene da nessuno, ma consegnare la fascia tricolore al prefetto non è più esaustivo. Non basta la lotta dei sindaci – critica ancora Marchi – ma servono azioni forti nei confronti del governo in quanto i Comuni non sono più in grado di gestire il ruolo che finora hanno ricoperto, di essere un baluardo di confronto con la comunità. Se continua così, tanto vale sciogliere i Comuni e sostituirli con un ragioniere”.
I sindaci sono quindi sul piede di guerra, ora più che mai. “La preoccupazione sui continui tagli – commenta Sabina Mucchi, sindaco di Fiscaglia e coordinatrice provinciale Anci – ha reso i primi cittadini combattivi perché rischiano di non riuscire più a mantenere la qualità di vita garantita ai cittadini sul territorio”. Preoccupazioni che coinvolgono ancora di più i Comuni colpiti dal terremoto: “L’accertamento dei residui – sottolinea il sindaco di Mirabello Angela Poltronieri – mette in difficoltà la ricostruzione perché, a tre anni dal sisma, blocca la disponibilità economica per le opere di ricostruzione”.
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