
Giovanni Donigaglia
“Addolorati e indignati”: così si definiscono gli ex soci di Coopcostruttori del comitato Carspac 2 dopo aver letto le dichiarazioni di Giovanni Donigaglia, ex numero 1 della coop condannato in appello a sei anni di reclusione per il crac della società. Addolorati e indignati sia dall’autodifesa di Donigaglia – che dopo la condanna ha ribadito in un’intervista a Il Resto del Carlino la propria innocenza – rimandando ogni discorso al ricorso in Cassazione, sia per le sue parole di apprezzamento verso Legacoop “in quanto – affermano i membri del comitato rivolgendosi a Donigaglia – all’inizio del processo lei accusava i vertici della Lega di essere stato tradito”.
Gli attivisti ripercorrono la lunga storia del crac e delle dichiarazioni, giudicate quantomeno contraddittorie, dell’ex presidente Coopcostruttori. A partire dal febbraio del 2003, “quando lei e Ricci Maccarini – afferma il portavoce Carpsac – siete andati a Filo in una convocazione straordinaria dei soci per leggere il bilancio preventivo, dichiarando un utile di circa 2,5 milioni di euro e spingendo i soci a portare i loro risparmi in Costruttori perchè erano sicuri e garantiti. Falso: dopo un mese circa eravate nel buio più profondo e a luglio tutti i soci in assemblea nel palazzetto di Consandolo sono stati obbligati ad approvare un bilancio in negativo di 12 milioni di euro”.
Altro punto critico per gli ex risparmiatori è l’atteggiamento di Donigaglia verso Legacoop, dalla quale l’ex presidente Coopcostruttori disse di essere stato “tradito” e “ammazzato” salvo poi correggere il tiro nella recente intervista al ‘Carlino’, affermando di aver avuto “solo la sfortuna di imbattemi in personaggi che definirei ‘ballerini'”. “Lei ora loda Legacoop per quello che ha fatto con la solidarietà – attacca il comitato, ricordando i rimborsi versati ai soci -, ma le vogliamo ricordare che ha sempre detto che il prestito era garantito, mentre di garantito non c’è quasi niente. Le Apc che tanto avete sbandierato, adesso sono carta straccia. Voi e Legacoop lo sapevate, ma nonostante tutto le avete emesse e anche per questo Lei è stato ritenuto responsabile perchè quando una cooperativa ha dei debiti non può emettere Apc. La rabbia maggiore è quella frase che ci diceva spesso a Ferrara prima delle udienze (“ragazzi state tranquilli, vi faccio avere tutti i vostri soldi”), poi ha cambiato atteggiamento attaccando i soci che si sono costituiti parte civile”.
Impossibile insomma secondo il comitato continuare a difendere l’operato di Legacoop, anche alla luce delle parole dell’avvocato Tebano (difensore dell’avvocato Negretto, secondo cui fin dal 1997 la coop era ‘decotta’), del libro “Mente Locale” dell’ex sindaco di Ferrara Gaetano Sateriale e dalle affermazioni del dottor Consorte nel processo di Ferrara. “Le facciamo presente – concludono i membri del Carspac 2 – che il conto corrente e il libretto in banca sono garantiti da un fondo reale fino a 103mila euro per ogni conto libretto, mentre il prestito sociale non è garantito. Le ricordiamo che lei e gli altri condannati avete un debito con i soci costituiti; abbiate il buon cuore di onorarli senza dover ricorrere per l’ennesima volta al tribunale. L’etica del cooperatore insegna di non comunicare bugie ai soci cooperatori”.