Cooperativa Serena, “una casa comune” che compie 40 anni
Nel 2026 Coop Serena celebra i suoi primi quarant’anni di attività: un anniversario che diventa occasione per guardare al cammino compiuto e rinnovare la propria visione per il futuro
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Il Rapporto Bes delle Province 2025 restituisce l’immagine di una Ferrara complessivamente positiva, sopra la media nazionale in diversi indicatori chiave, ma con alcune aree di fragilità
Nella serata di giovedì, presso il Parco Quadrifoglio di Mirabello, si è verificato un nuovo grave episodio di vandalismo. Un gruppo di giovani ha appiccato un falò all’interno dell’area verde, mettendo a rischio la sicurezza delle persone e arrecando un ulteriore danno al patrimonio pubblico
Un presidio pubblico è stato annunciato per martedì 3 febbraio alle ore 18 davanti alla Prefettura di Ferrara, dove il Comitato Torri ABC chiederà maggiore attenzione istituzionale per la situazione delle persone sfollate e per le difficoltà legate all'emergenza abitativa in città
È andato dalla compagna, che - dopo il loro sfollamento da una delle torri del Grattacielo di via Felisatti - aveva trovato ospitalità a casa della madre, con l'obiettivo di parlarle. Ma, dopo un inziale confronto, la situazione è degenerata fino a quando lui non ha alzato le mani e l'ha riempita di botte
di Francesco Altavilla
Sapete quanto ci mette l’astronauta italiana Samantha Cristoforetti sulla Stazione Spaziale Internazionale, a compiere un giro (quasi) completo intorno alla Terra? Esattamente il tempo di una partita di calcio, 90 minuti. Un lasso di tempo durante il quale gli astronauti viaggiano a circa 28 mila km/h coprendo circa l’85% della superficie terrestre entrando in “contatto visivo” con il 95% della popolazione mondiale.
Che cosa sia la Stazione Spaziale Internazionale e che cosa ci faccia a 400 chilometri dalla superficie della Terra sono stati gli argomenti della conferenza di ieri sera, venerdì 6 marzo, alla sala Estense per il ciclo “I venerdì dell’Universo. Incontri e seminari su astronomia, fisica e scienze”.
All’incontro erano ospiti Salvatore Pignataro, ingegnere areonautico e direttore della missione di lunga durata dell’Agenzia spaziale italiana (Asi), la missione “Futura”, e il professor Paolo Zamboni, direttore del centro malattie vascolari dell’Università di Ferrara. Proprio Paolo Zamboni è stato tra i promotori e dei coordinatori di uno degli esperimenti che hanno visto protagonista Samantha Cristoforetti lassù dove il cielo è “nero come non lo si vede da nessuna parte sulla Terra”, durante la missione “Futura”.
C’è quindi un po’ di Ferrara nell’unico avamposto permanente, la cui costruzione ha riferito Salvatore Pignataro, si è conclusa definitivamente nel 2011, ha coinvolto ben 15 nazioni ed ha raggruppato in sé tre vecchi progetti di stazioni spaziali precedenti. I primi astronauti a mettere piede nella Stazione Spaziale Internazionale dove ora sta vivendo Samantha Cristoforetti, furono tre, un americano, e due russi. Si agganciarono alla stazione il 2 novembre 2000 e fecero ritorno sulla Terra il 18 marzo dello stesso anno. Quindici anni dopo, 1765 esperimenti e una quarantina di missioni più tardi, l’astronauta italiana nonché capitano dell’Areonautica Militare Italiana, Samantha Cristoforetti è la quarta italiana a mettere piede nella Stazione.
Tra le mansioni di “AstroSamantha” c’è stata anche quella di portare a termine l’esperimento “Drain Brain”, sviluppato dal prof. Paolo Zamboni. La ricerca ha tentato di dare qualche risposta in più a quello che Zamboni ha definito “male dello spazio”, riferendosi a quelle modificazioni che sono state registrate sul ritorno venoso cerebrale negli abitanti della stazione orbitale. Lo scopo dell’esperimento, effettuato tramite un pletismografogo ed un ecogrago avrà l’obbiettivo di verificare quali cambiamenti avvengono nel flusso venoso in maniera semplice e per nulla invasiva.
“La soddisfazione per la ricerca che ha riunito i dipartimenti di Fisica e il centro malattie cardiovascolari dell’Università di Ferrara, deriva anche dalla consapevolezza di essere stati in grado di ottenere a distanza dati clinici raffinati da un paziente senza la presenza fisica di un medico – ha precisato il professor Zamboni – ciò non può che far presagire un grande futuro per la telemedicina, disciplina in espansione che può rispondere a molti problemi di sostenibilità”.
L’incontro si è concluso con uno scambio di tweet tra Samantha e la sala Estense, per l’occasione davvero gremita oltre ogni più rosea aspettativa.
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