Cronaca
16 Aprile 2010
Già due aggressioni. La polizia diffonde identikit e punta a prevenirne altre

È lui il terrore delle coppiette

di Marco Zavagli | 3 min

Leggi anche

Naomo, scatta l’ora X

Nicola Lodi detto Naomo da oggi può tornare a occuparsi di politica. I 18 mesi di sospensione da ogni carica amministrativa dovuta alla legge Severino sono terminati

Età apparente dai 30 ai 35 anni, 1.70/1.75 di altezza. Corporatura robusta. Carnagione chiara e occhi scuri. Volto seminascosto da un berretto di lana nero a da una sciarpa dello stesso colore alzata fino al naso in puro stile “bandito”.Mani coperte da guanti da lavoro. È l’identikit del rapinatore che rischia di diventare il terrore delle coppiette. L’uomo – se i riscontri confermeranno che si tratta della stessa persona – ha già colpito due volte. Stesso metodo, stessa zona, stessi orari. E potrebbe tornare a farlo.

Il primo episodio risale a sabato scorso, quando ha preso di mira una coppietta che si era appartata nella zona di via Gramicia, vicino al canile municipale. Sono circa le 23.30 quando la coppia viene disturbata in un momento di intimità da una figura che sbatte qualcosa che sembra una pistola contro il finestrino. L’uomo gli intima di aprire e i due, vedendo l’arma, o presunta tale, obbediscono. A quel punto il rapinatore intima alla ragazza di legare con dei lacci (fascette bianche di plastica molto utilizzate per tenere insieme cavi o fili) il fidanzato. Poi tocca a lei. Mentre lui la sta immobilizzando il ragazzo si libera e tenta una timida reazione, subito sedata dal malvivente che gli grida, sempre con l’arma in mano, che li vuole solo derubare e che gli farà alcun male. Dopo aver legato di nuovo entrambi l’uomo sfila il portafoglio di lui e preleva il denaro, 50 euro in tutto, per poi sparire nel buio.

Non appena ripresisi dallo spavento la coppia è corsa verso un vicino ristorante per chiedere aiuto. Nel frattempo la polizia stava già accorrendo sul posto, avvertita da un automobilista, evidentemente anche lui “impegnato” nei paraggi che aveva descritto al 113 due persone con le mani legate correre e chiedere aiuto.

Un sopralluogo della polizia

Una volta sentiti in questura i giovani, ancora terrorizzati, racconteranno la paura di quei momento, distesi a terra con le mani dietro la schiena in balia dei più neri pensieri, come quello di essere “giustiziati” o di subire violenze.

Agli investigatori diranno che l’aggressore aveva un accento straniero. L’uomo potrebbe essere di origine magrebina – come ipotizzano gli inquirenti a giudicare dai lineamenti marcati descritti dalle vittime10 aprile intorno.

La seconda rapina, invece, è avvenuta giovedì sera. Una coppia, poco dopo la mezzanotte, viene fatta uscire dalla macchina e qui viene legata per essere derubata di qualche spicciolo. Il ladro si prenderà anche i cellulari, per poi liberarsene nella fuga, probabilmente per rendere più difficoltosa la successiva richiesta di aiuto delle vittime e guadagnare tempo. I due riusciranno a liberarsi e, ritrovati i telefonini, chiamare le forze dell’ordine.

Per evitare il ripetersi di altri fatti di questo tipo, la questura ha diffuso l’identikit del malvivente, chiedendo la collaborazione dei cittadini residenti nella zona tra via Gramicia, via Calzolari e via Lavezzola: chiunque abbia notato o noti in futuro dei movimenti “strani” annoti la targa dei mezzi (auto o scooter) o osservi le persone sospette e fornisca ogni utile informazione alla polizia. Il rapinatore “seriale”, se così si può chiamare, si è allontanato senza lasciarsi dietro dei rumori di motore. Secondo il ragionamento degli inquirenti, quindi, potrebbe aver parcheggiato poco lontano per proseguire poi a piedi verso la sua zona d’azione.

Oltre che su questo fronte della prevenzione, la squadra mobile sta proseguendo le indagini – intraprese anche dall’Arma dei carabinieri – per acquisire quanti più elementi possibile e individuare il rapinatore.

Grazie per aver letto questo articolo...

Da 20 anni Estense.com offre una informazione indipendente ai suoi lettori e non ha mai accettato fondi pubblici per non pesare nemmeno un centesimo sulle spalle della collettività. Il lavoro che svolgiamo ha un costo economico non indifferente e la pubblicità dei privati non sempre è sufficiente.
Per questo chiediamo a chi quotidianamente ci legge e, speriamo, ci apprezza di darci un piccolo contributo in base alle proprie possibilità. Anche un piccolo sostegno, moltiplicato per le decine di migliaia di ferraresi che ci leggono ogni giorno, può diventare fondamentale.

 

OPPURE se preferisci non usare PayPal ma un normale bonifico bancario (anche periodico) puoi intestarlo a:

Scoop Media Edit
IBAN: IT06D0538713004000000035119 (Banca BPER)
Causale: Donazione per Estense.com