È di 30 milioni e 700mila euro complessivi l’entrata complessiva che l’amministrazione comunale di Ferrara spera di mettere a bilancio con il nuovo piano triennale di alienazioni e valorizzazioni presentato dall’assessore Roberto Serra e approvato dal consiglio comunale nel pomeriggio di lunedì.
Nel dettaglio, per il 2015 il Comune prevede di incassare quasi 11 milioni di euro dall’alienazione di fabbricati, terreni e diritti di superficie; nel 2016 l’incasso previsto è invece di poco più di 8 milioni di euro, derivanti dalla cessione di fabbricati e terreni, mentre per il 2017, sempre tra alienazioni di fabbricati e terreni prevede di incamerare 11 milioni e 340 mila euro. Questo per quanto riguarda il piano definito come “cluster complessivo”. Ma l’amministrazione ha identificato anche un “cluster prioritario”, ovvero una serie di operazioni che dovrebbero avere una probabilità di successo più elevata. In questo caso il ricavo previsto è di quasi 20 milioni di euro (6,8 milioni nel 2015, 3,4 milioni nel 2016 e 9,6 nel 2017).
Tra gli immobili in vendita permangono Palazzo Zanardi (1,7 milioni di euro) e la Bassa Macelleria (500mila euro) le cui precedenti aste sono andate deserte ma per i quali esiste un impegno di acquisto da parte della Cassa depositi e prestiti che dovrebbe concretizzarsi nel 2015. Per lo stesso anno sono previste – tra le altre – l’alienazione di un immobile a Marina di Grossetto (si tratta di un lascito ereditario), l’ex Pesa pubblica di via Bologna (620 mila euro), la piscina di via Pastro (poco più di un milione di euro), l’ex scuola elementare “C. Calcagnini (il cui valore è stimato in 1,3 milioni di euro) e la chiesa dei santi Cosma e Damiano, aggiudicata provvisoriamente ad una confessione ortodossa per 175mila euro con un patto di riservato dominio. Per quanto riguarda i terreni spicca per valore quello dell’area dell’Athletic Center per la quale è stata già avanzata una formale richiesta di acquisto e il cui valore supera di poco il milione di euro. All’asta anche l’area dell’incubatore di via Finati (zona Pmi), per circa un milione di euro. Per l’ex Bazzi-Coloniali è invece (di nuovo) in programma una ‘concessione di valorizzazione’, anche se il bando precedente, risalente al 2012, è andato deserto e sulla quale c’era stata una manifestazione d’interesse non seguita dalla presentazione di un’offerta economica.
Per quanto riguarda il 2016 degna di nota è l’ipotesi di alienazione dell’immobile Ipsia di via Roversella, il cui valore è stimato in 4,5 milioni di euro e del terreno dell’area ex Agea di via Foro Boario che ha un valore stimato di 1,7 milioni di euro.
Per il 2017 è invece prevista l’alienazione della ex sede della polizia municipale in via Bologna, il cui valore è stimato in 3,1 milioni di euro oltre a quella dell’ex macello comunale di via Trenti (1,1 milioni di euro).
Alla delibera la giunta ha proposto un emendamento per consentire l’alienazione anche di una porzione di terreno (dal valore di circa 350mila euro) vicina a un’immobile in via Francesco da Costa di proprietà dell’Usl che l’azienda vorrebbe vendere. Prima però sarà necessaria una modifica al Poc.
Le critiche dell’opposizione. Una prospettiva – che evidentemente costituisce il punto di partenza destinato a ricevere modifiche al ribasso – molto ottimistica stante l’attuale staticità del mercato immobiliare, anche se, come rilevato nella relazione di Serra Ferrara se la cava leggermente meglio sia rispetto alla media regionale che rispetto a quella nazionale, con anche un numero di richieste di mutui in lievissima crescita: certamente non abbastanza per sperare davvero di riuscire a ricavare nei prossimi tre anni una cifra così consistente dalle alienazioni di alcuni edifici e terreni di proprietà del Comune. Tanto che l’opposizione, più o meno compattamente, ha contestato il fatto che le cifre poste a base d’asta siano troppo elevate per sperare davvero nell’interesse degli investitori privati. La prima critica è arrivata dal consigliere del M5S Federico Balboni che ha definito “invotabile” la delibera presentata da Serra: “Non siamo contrari alle alienazioni ma siamo contrari alla svendita dei gioielli di famiglia e, data la situazione del mercato immobiliare odierna, vendere oggi significa svendere”. Un’affermazione che però mal si sposa con l’osservazione successiva: “I prezzi sono irrealistici, nessun investitore può permettersi di fare acquisti così”. Un po’ come dire che il Comune svende i suoi beni facendo prezzi troppo alti.
Giampaolo Zardi (FI) concorda in toto con Balboni: “A questi prezzi non si vende proprio”, afferma prima di fare valere la sua ‘anzianità’ all’interno del Consiglio comunale: “Sarà già la terza o quarta volta che mi vedo presentare il piano delle alienazioni e le cose da vendere sono sempre le stesse”. Posizione ripresa anche dal consigliere di Gol Francesco Rendine: “Queste delibera è invotabile perché non andrà in porto. L’amministrazione – propone – dovrebbe abbassare i prezzi e ‘svendere’ al di sotto del valore catastale”.
“Non possiamo fare il prezzo che vogliamo”. Tutte posizioni che trovano la replica di Luigi Vitellio (capogruppo Pd): “Condivisibile l’idea di non svendere i gioielli di famiglia, ma dobbiamo anche vedere se possiamo tenerli e ricordiamo che comunque c’è sempre un’asta”. Vitellio si mostra un po’ risentito anche sulla qualificazione della delibera come “invotabile”, affermando che “il Pd non vota qualcosa di invotabile o di illecito” e chiedendo una decisa presa di posizione di Serra in tal senso. L’assessore dal canto suo replica alle critiche dell’opposizione affermando che “l’amministrazione non ha la bacchetta magica e forse sfugge che non è il Comune a stabilire il valore degli immobili”. Posizione sulla quale si è basato anche l’intervento dell’assessore allo Sport Simone Merli: “Con il patrimonio pubblico non si può ragionare come con il patrimonio privato: non possiamo fare il prezzo che vogliamo perché poi dobbiamo affrontare il controllo della Corte dei Conti”.
La delibera è stata approvata con 19 voti a favore dei gruppi Pd e Sel (6 voti contrari dei gruppi M5S, Gol; 6 astenuti: F.lli d’Italia-An, Lega Nord, FI).
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