Dom 14 Dic 2014 - 151 visite
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Cia Ferrara: “Una deroga per l’Imu agricola non basta”

L’associazione sostiene le azioni a livello nazionale per chiedere una completa revisione della tassazione sui terreni

agricolturaUna tassa ingiusta, che viola lo Statuto del Contribuente e che le imprese agricole – già sottoposte a una pesante tassazione, alla forte crisi dei prezzi pagati alla produzione e a fenomeni atmosferici calamitosi – non dovrebbero dover pagare.

Anche la Cia di Ferrara sostiene pienamente le azioni per una deroga al pagamento dell’Imu agricola – previsto per il 16 dicembre – per tutte le imprese ed una revisione tecnica totale dell’imposta. Un percorso difficile e ad ostacoli che sta dando però i suoi frutti, dopo un primo decreto di revisione dell’Imu che escludeva dal pagamento solo le aziende agricole situate nelle zone montane (superiori a 600 mt).

La Cia sta operando attraverso il suo presidente Dino Scanavino perché la deroga al pagamento dell’Imu sia estesa a tutte le imprese agricole, non solo a quelle delle zone considerate più “svantaggiate”. Anche sul nostro territorio ferrarese – così come in molte altre zone del nostro paese – non mancano i problemi economici generali ma anche quelli particolari. Perché gli “svantaggi”, se così vogliamo chiamarli, nella provincia di Ferrara non riguardano l’essere collocati geograficamente in una particolare zona, ma sono comunque rilevanti perché riguardano il nostro contesto climatico e microeconomico.

Oltre alle dinamiche di mercato penalizzanti per i prezzi pagati alla produzione, ai balzelli burocratici e fiscali che certamente non sono diminuiti in questi anni – anche per l’aumento delle imposte locali – ci sono stati anche gli eventi calamitosi di maggio, un’estate particolarmente fredda che non ha favorito la corretta vegetazione di alcune colture e poi l’eccesso di pioggia dell’ultimo mese. Ecco perché, come indica Scanavino, non si può considerare solo il parametro altimetrico per decidere di concedere una deroga al pagamento dell’Imu, ma bisogna considerare gli effetti disastrosi del maltempo e il dissesto idrogeologico di molte zone del nostro paese. Un passo avanti si è compiuto negli ultimi giorni, in seguito alle sollecitazioni della Cia e di un buon numero di parlamentari che si sono uniti a questa giusta protesta fiscale. In pratica il Ministero dell’Agricoltura e dell’Economia stanno pensando ad un’ipotesi di slittamento del pagamento. Questa, pur non essendo una soluzione definitiva, come ribadisce la Cia Nazionale, è comunque un passo avanti verso una correzione generale della tassa, una vera e propria revisione concettuale e tecnica. A chiederlo, nelle ultime ore, è anche Agrinsieme – il coordinamento tra Cia, Confagricoltura e Alleanza delle cooperative agroalimentari – che ha sollecitato ed ottenuto dal Governo un provvedimento per bloccare l’imminente pagamento, in previsione di un tavolo tecnico con i Ministeri di competenza, per iniziare un dialogo costruttivo sulla modifica definitiva dell’Imu agricola.

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