Mer 19 Nov 2014 - 175 visite
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Le lettere di Aldo Moro dalla prigionia all’Ibs

Il libro ripercorre il rapimento e l'assassinio da parte delle Brigate rosse

aldo moroVenerdì 21 novembre alle 17 presso la storica sala dell’Oratorio San Crispino della libreria Ibs si terrà il terzo incontro della rassegna “Passato Prossimo. Pagine recenti di storia costituzionale” con la presentazione del libro “Aldo Moro. Lettere dalla prigionia” (Einaudi) di Miguel Gotor. All’incontro interverranno l’autore, storico dell’Università di Torino, Andrea Baravelli, storico dell’Università di Ferrara e Andrea Pugiotto, costituzionalista dell’ateneo estense, mentre le letture saranno a cura di Marcello Brondi.

Sono trascorsi trent’anni dal rapimento e dall’assassinio di Aldo Moro da parte delle Brigate rosse, tragico e autentico spartiacque della storia dell’Italia repubblicana. Nei 55 giorni di prigionia l’uomo politico scrisse un centinaio di lettere, che qui sono pubblicate integralmente. Miguel Gotor riordina cronologicamente l’intero carteggio e ne offre un’edizione accurata che restituisce alla prigionia di Moro le sue parole più vere. E attraverso quelle parole riporta il lettore al quadro storico di quegli anni, ad una tragedia del potere raccontata in modo nuovo e avvincente: senza ipotesi fantasiose ma con una scansione di informazioni documentate, suggestive e inquietanti.

Come scriveva Aldo Moro durante i 55 giorni della prigionia? Come lavoravano i brigatisti? Che fine hanno fatto gli originali delle carte dell’uomo politico? Per quale ragione le lettere sono state ritrovate dattiloscritte e in fotocopia in due momenti diversi (nell’ottobre 1978 e nell’ottobre 1990) nello stesso covo di Milano? Quali sono i brani censurati e manipolati dalle Br? In che misura questi testi contengono l’autentico pensiero del loro autore? Cosa voleva comunicare Moro attraverso le lettere? Cosa fece il governo italiano per affrontare l’attacco terrorista?

Nella premessa e nel saggio conclusivo il curatore, dopo una rigorosa ricerca di archivio, prova a rispondere a queste e altre domande conducendo il lettore all’interno delle dinamiche che segnarono la scrittura delle lettere e lo svolgimento del sequestro fino al suo drammatico esito. Miguel Gotor non percorre sentieri già battuti da altri e fugge ogni tentazione dietrologica, ma attraverso un appassionante corpo a corpo con un personaggio (Moro: “il discorso”) e con un problema (le Br: “il terrore”) fornisce un contributo innovativo alla comprensione di questo epistolario – forse il più importante del Novecento italiano – nonché alla ricostruzione del “caso Moro” e, più in generale, della storia degli anni Settanta.

Miguel Gotor (Roma, 1971) insegna Storia moderna all’Università di Torino. È stato borsista della Fondazione Michele Pellegrino e della Fondazione Luigi Firpo e fellow presso “Villa I Tatti. The Harvard University Center for Italian Renaissance Studies”. Si occupa di santi, eretici e inquisitori tra Cinque e Seicento e ha pubblicato, tra l’altro, I beati del papa. Inquisizione, santità e obbedienza in età moderna (2002), Chiesa e santità nell’Italia moderna (2004).

Per Einaudi ha curato il volume Lettere dalla prigionia di Aldo Moro, con cui ha vinto il premio Viareggio per la saggistica nel 2008. Per Einaudi ha inoltre pubblicato Il memoriale della Repubblica. Gli scritti di Aldo Moro dalla prigionia e l’anatomia del potere italiano (Passaggi, 2011).

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