Comacchio. Comacchio passa al centrodestra. Nelle elezioni amministrative di uno dei più importanti comuni del ferrarese Paolo Carli del Pdl surclassa Cristina Cicognani, conquistando 7.008 voti, pari al 59.44% del totale, contro i 4.728 del sindaco uscente del Pd, che si ferma al 40,55%.
Più che la vittoria del Pdl, è la sconfitta del Pd che, nonostante abbia portato tre volte il presidente Errani in laguna, oltre a Fassino e altri big, non è riuscito a capovolgere il pronostico sfavorevole.
Al primo turno i due contendenti avevano ottenuto il 38.93% dei voti (Carli) contro un 34.4% (Cicognani). Il vantaggio di 4 punti, favorito anche dal pesante astensionismo – alla chiusura dei seggi si era recato alle urne il 60,76, contro il 70,62 del primo turno – è cresciuto a dismisura fino a toccare i 19 punti di divario.
Al ballottaggio il candidato del Pdl poteva contare sul sostegno di lega Nord, Socialisti uniti, La Destra e della lista civica Alternativa Democratica di Manrico Mezzogori. Il sindaco uscente era appoggiata da Pd, Federazione della sinistra (Prc+Pdci+Sinistra Europea), Italia dei Valori e dalle due civiche Futura Comacchio e La Vela.
Pierotti dell’Onda (17,1% al primo turno) non aveva ceduto alle lusinghe dei due poli e aveva dato mano libera ai suoi, mentre Zago, di Comacchio Insieme (4,17%), aveva lasciato libertà di voto pur dichiarando il proprio appoggio a Cicognani.
Per festeggiare l’impresa a Comacchio c’era tutto il gotha del Pdl ferrarese e regionale, con Balboni, Dragotto e Berselli ad alzare le mani del vincitore. Che ringrazia chi gli ha dato la fiducia: “è la vittoria del popolo di Comacchio, dei suoi cittadini – commenta a caldo Carli -, che finalmente hanno voluto scegliere senza condizionamenti”.
Che sindaco sarà ora Carli? “Cercherò di fare giustizia, ordine, di dare a questo territorio quel benessere che gli manca e che ha tutte le carte in regola per ottenere”. Secondo il primo sindaco di centrodestra a insediarsi sotto i Trepponti, a premiare la corsa “è stata la nostra condotta sempre coerente, che ha convinto la gente che si poteva vincere e l’ha spinta a schierarsi apertamente e a recarsi alle urne per gridare la propria voglia di cambiamento. Dedico questo momento a tutti coloro che hanno lavorato con me e che hanno creduto in noi”.
Così hanno votato le 22 sezioni lagunari:

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