mar 14 Ott 2014 - 535 visite
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La ‘saba’, molto più di un aceto

Felletti: "Quest’anno piantiamo un seme, che speriamo possa germogliare"

SABAdi Roberta Pira

E’ solo alla sua prima edizione l’evento gastronomico “Non solo saba- dalla saba fino all’aceto balsamico”, ma sembrano esserci buoni propositi per continuare a portare avanti l’iniziativa anche in futuro.

“E’ una manifestazione molto partecipata” esordisce dell’incontro di presentazione dell’evento, l’assessore al commercio del Comune di Ferrara, Roberto Serra. Oltre agli organizzatori e al patrocinio dell’amministrazione comunale, l’iniziativa – che si terrà sabato 18 e domenica 19 in piazza Municipale – vede la partecipazione attiva di associazioni di categoria come: la Cia (Confederazione italiana agricoltori), la Coldiretti, la Confagricoltura, la Strada dei vini e dei sapori e la città di Broni, gemellata con quello di Ferrara. “Lo spirito – prosegue Serra – è quello di riportare al presente tradizioni antiche, allo scopo di rammentarle ai giovani e di riportare all’attenzione dei più anziani quella cultura enogastronomica, che con l’andare del tempo rischia di perdersi. Ad arricchire di significato la manifestazione saranno iniziative collaterali di vario genere che, come assessorato al commercio, spero diano vita a collaborazioni future, cercando di coinvolgere maggiormente anche le attività commerciali. ‘Non solo saba’ è una manifestazione che porterà sicuramente tanta gente nelle strade del nostro centro storico, offrendo agli esercenti buone possibilità di trarne beneficio”.
“Abbiamo con piacere accolto l’invito a prendere parte alla manifestazione, coinvolgendo le scuole del territorio che hanno dato la loro disponibilità – interviene l’assessore alla pubblica istruzione Annalisa Felletti -. Quest’anno abbiamo provato a piantare un seme, che speriamo possa germogliare, attivando dei laboratori per bambini, finalizzati a far recuperare loro il patrimonio collettivo legato ai sapori del territorio. Ferrara vanta da sempre una tradizione agricola per cui è giusto far conoscere, passando anche per le scuole, quei prodotti che dal lavoro nei campi arrivano poi sulle nostre tavole”.

Tocca ad Adelaide Vicentini, ideatrice ed organizzatrice, assieme al Rione San Paolo, dell’evento gastronomico raccontare un po’ la storia di questo prodotto che “purtroppo è pressocchè sconosciuto”. La saba risale ai tempi dei Romani; la troviamo poi nella Bibbia: pare infatti che Mosè fosse solito curarsi con la saba; poi avvicinandoci ai tempi nostri, nel periodo rinascimentale, la troviamo alla corte estense con Messisbugo. “Noi avevamo una cucina agrodolce – illustra la Vicentini – e per ottenere questo risultato veniva usato l’aceto forte o la saba. Anticamente come dolcificante naturale si usava il miele poi quando è stato scoperto il potere dolcificante della saba, si è cominciato ad impiegarla”. La saba è un derivato del mosto, che viene cotto e deve raggiungere il 65% di grado zuccherino, senza superarlo. La saba ha, inoltre, molti usi: in cucina è un prodotto estremamente duttile perché si accompagna bene si col dolce (colo gelato soprattutto), che con il salato (in particolare col parmigiano reggiano e i tortelli); la saba è poi utile alle donne per le maschere di bellezza, accompagnata alla menta peperita; essendo ricca di vitamine è un’ottima medicina per il digiuno terapeutico; un cucchiaino di saba nel latte caldo serve ad alleviare il mal di gola. “Insomma sono svariati gli accostamenti che, non solo in cucina, possono vedere la saba protagonista. Pertanto l’idea di realizzare questo evento- prosegue la Vicentini- nasce dall’intento di valorizzare quello che è un ‘prodotto d’eccellenza’della Regione Emilia Romagna, che non a caso ha richiesto l’igp. Per l’occasione avremo 16 aziende produttrici provenienti da tutta Italia, ma prioritariamente del ferrarese che porteranno in trionfo la saba ed altri prodotti tipici delle nostre terre; avremo una sfilata di abiti rinascimentali per le vie del centro storico; laboratori di funghi e tartufi; e poi confidiamo nella partecipazione attiva di tutta la cittadinanza per la ‘pigiatura coi piedi’, che si terrà in entrambe le giornate di sabato e domenica”.

“Abbiamo contribuito nella realizzazione del ‘Mercato contadino d’autunno’- aggiunge Melissa Ghiraldelli della Coldiretti di Ferrara- coinvolgendo diverse aziende agricole e vitivinicole non solo del territorio ferrerese: come la Longo Fernandi, azienda agricola pugliese specializzata nella produzione dell’olio. Con Coldiretti realizzeremo, per ‘Non solo saba’, un laboratorio dimostrativo per i piccoli delle scuole primarie, dal titolo ’Dal chicco al bicchiere’, un laboratorio di pigiatura dell’uva, organizzato in collaborazione con l’azienda vitivinicola Mariotti Mirko”.
A proseguire nella presentazione dell’evento è Leonardo Bentivoglio, presidente della Cia. “Siamo come i lord e le lady di un tempo che, coinvolgendo le aziende territoriali, stanno cercando di riportare in vita la Ferrara rinascimentale di una volta. E se stiamo partendo con una certa spinta a collaborare e con una forte motivazione è perché vogliamo che l’iniziativa si ripeta negli anni a venire”.

“A tale proposito -interviene Pier Francesco Perazzolo, presidente della contrada Rione San Paolo- il Palio e le contrade tutte devono porsi l’obiettivo, non solo di riportare alla memoria i luoghi e i prodotti gastronomici che hanno fatto la storia ferrarese in epoca rinascimentale, ma cercare di far rivivere lo splendore di quell’epoca in cui si stava tanto bene”.

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  • ignazio

    I tardoni ferraresi alla scoperta sensazionale dell’acqua calda. dopo aver “lanciato” il riso locale con mezzo secolo di ritardo, adesso timidamente si promuove la saba. Questo quando da oltre vent’anni nel modenese e in Romagna abbondano le sagre, le promozioni, le botteghe che fanno della saba un prodotto conosciuto ovunqqe, ma di cui nessuno direbbe che è anche ferrarese. D’altra parte, le capacità ptomozionali della zona si vedono in giro: zucca e meloni? Tutti risponderanno “Mantova”. Cappelletti? Romagna. Pinzini? “Mai sentiti” Ma sì, gnocco fritto. “Ah, già, di Modena”, Pampepato? “Siena” e via dicendo…

  • Buongustaio

    Caro Ignazio, potrei replicare alle Tue osservazioni dicendo “meglio tardi che mai ” … insomma, per fortuna, qualcuno ha pensato di valorizzare la SABA e ben vengano queste iniziative che hanno il merito di evidenziare un prodotto che anche i ferraresi, per primi, non conoscono.

  • Roberto Zambelli

    Ottima iniziativa!
    La saba è un prodotto tipicamente romagnolo e a Ferrara nemmeno si sa cosa sia a meno che non si provenga dalla bassa argentana oppure si provenga da una famiglia contadina che si faceva il vino in proprio avendo i vigneti!
    Chi di voi conosce i Sabadoni: Sabadôn? Spero davvero di poterli assaggiare in piazza.
    Chi di voi conosce il significato della parola romagnola: insabè?
    I sugoli romagnoli, ad esempio, sono tutt’altra cosa da quelli di Ferrara.

  • Roberto Zambelli

    “…ma cercare di far rivivere lo splendore di quell’epoca in cui si stava tanto bene”
    Dai, siamo onesti! Allora stavano “tanto bene” solo quelli che erano nel palazzo e potevano goderne i favori e agli altri, quando andava bene restavano, solo le briciole = un po’ come succede anche oggi.  

  • marisa

    @Roberto Zambelli ..ogni anno a Massa Lombarda in gennaio fanno la sagra del sabadone 
    (prende il nome proprio da saba e che è SOLO romagnola…risale all’epoca dell’antica
    Roma) credo che nel 2015 inizi il 25 gennaio…

    http://www.blogorsamaggiorehotel.it/2014/01/23/il-sabadonedolce-tipico-romagnolo-fatto-con-la-sapa-la-ricetta-e-la-sagra-a-massa-lombarda/

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