Gio 9 Ott 2014 - 1170 visite
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Job Acts, sciopero generale: ‘Manomesso statuto dei lavoratori’

Atti attacca Renzi: "Usa il voto per legittimare la puntuale applicazione dei dictat della Bce"

(immagine d'archivio)

(immagine d’archivio)

La Cgil dell’Emilia Romagna ha dichiarato per giovedì 16 ottobre 8 ore di sciopero generale del settore privato e cooperativo non sottoposti a disciplina di regolamentazione, con manifestazione a Bologna dalle 9 alle 13, contro la “gravissima decisione del Governo di porre la fiducia sulla legge delega “lavoro” con un emendamento governativo i cui contenuti sono sostanzialmente rimasti ignoti fino al momento del voto”.

Una protesta che vede in prima linea il segretario provinciale della Cgil di Ferrara, Raffaele Atti, contrariato da quelle che chiama “scelte di manomissione dello statuto dei lavoratori”. “E’ chiaro infatti – dichiara Atti – che con la fiducia il Governo, dopo aver proceduto unilateralmente prima con il decreto Poletti (contratti a termine senza causale fino a tre anni e abolizione dell’obbligo formativo per l’apprendistato), poi con la legge delega, intende impedire  che il Parlamento svolga quella funzione di confronto, di ascolto e di proposta che gli è proprio in una democrazia parlamentare. Ai senatori, zittiti dalla minaccia di nuove elezioni con una legge elettorale che affida alle segreterie dei partiti la scelta degli eletti, si sottrae il potere–dovere di legiferare rispondendo solo al corpo elettorale del loro operato. Su questioni decisive per la libertà e la dignità dei cittadini nei luoghi di lavoro si sottrae lo spazio del pubblico dibattito, che quando ha la possibilità di svolgersi   fa diradare il fumo dei luoghi comuni e delle menzogne con le quali si giustificano le scelte di manomissione dello Statuto dei diritti dei lavoratori. Lo Statuto non è un totem simbolico sul quale misurare equilibri politici, ma una legge di straordinaria attualità con la quale la Costituzione è entrata in tanta parte dei luoghi di lavoro. Sarebbe invece necessario abbassare il numero di addetti che rendono possibile   l’attuazione di alcuni tra gli istituti più significativi, alla luce del fatto che le trasformazioni della struttura produttiva hanno abbassato le soglie oltre le quali si è in presenza di una impresa solidamente organizzata”.

Con la manifestazione del 25 ottobre a Roma la Cgil ha avanzato una proposta al Governo e al Paese di una diversa politica economica e sociale “che assuma come centrale per la prossima legge di stabilità – spiega Atti – l’obiettivo di un piano straordinario per l’occupazione da finanziare con un’imposta patrimoniale sulle grandi ricchezze, di una riforma degli ammortizzatori sociali dotata delle risorse necessarie a estendere la cassa integrazione e a dare carattere di universalità alla indennità di disoccupazione, del contrasto alla precarietà riunificando il mondo del lavoro che, è bene ricordarlo, è stato diviso dalla legislazione dei governi di destra. Si tratta di estendere i diritti a chi non ne ha e non di sottrarli a chi li ha mantenuti”.

raffaele atti

Raffaele Atti

L’intento dichiarato con lo sciopero e la manifestazione di Bologna di giovedì 16 ottobre è quello di “affermare il diritto democratico di proposta dei lavoratori organizzati in sindacato che pretende lo spazio del confronto e chiede al Parlamento di riappropriarsi del suo diritto di legiferare”.

Sferzante infine la critica di Atti al presidente del Consiglio Matteo Renzi: “Ha chiesto il voto alle Europee per dare una svolta alle politiche di austerità imposte dai Governi di destra, e non può ora usarlo per legittimare la puntuale applicazione ai dictat della Bce sul mercato del lavoro. Se la sinistra fa proprie le politiche della destra si alimenta la sfiducia e si porta nuova benzina al fuoco dell’antipolitica”.

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