Sab 23 Ago 2014 - 712 visite
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Ha ancora senso parlare di pastificio?

Dopo oltre tre mesi di assordante silenzio, si ricomincia a parlare del pastificio. Finalmente la stampa locale è intervenuta svelando le analogie tra la situazione di Bondeno ed altre realtà analoghe, in altri paesi, dove si comincia a parlare di truffa ai danni delle comunità locali. Vari giornalisti stranieri seguono le varie vicende nei rispettivi paesi ed i loro riscontri ci dicono che nessun progetto è andato in porto.

Su Bondeno è doveroso evidenziare che i cittadini e le nostre aziende locali, in questi quattro anni, sono stati presi in giro con promesse ed azioni che poco hanno a vedere con la normale attività di impresa. Quello che più preoccupa e fa riflettere è l’atteggiamento del sindaco e della giunta di Bondeno. Un qualsiasi normale amministratore pubblico, normalmente oculato, ci avrebbe pensato due volte prima di delegare ad un estraneo la politica del lavoro come è avvenuto a Bondeno. Invece è andata così. Un’assurdità mai vista che, però, ha avuto un notevole riscontro mediatico per l’amministrazione comunale tanto che i cittadini di Bondeno sono ancora in attesa che comincino i lavori. Il risultato che si è ottenuto sinora è lo zero assoluto. Anzi, molto peggio: centinaia di migliaia di euro di fatture non pagate per le aziende di Bondeno che hanno fatto i lavori nella palazzina. E, inoltre, la fine della cassa integrazione straordinaria per i dipendenti rimasti alle dipendenze di Finbieticola perché nessun progetto reale di riconversione è ancora stato presentato. Sui lavori della palazzina Alan Fabbri ha un’evidente responsabilità per essersi lavato le mani dei problemi delle aziende locali affermando che si tratta di un rapporto tra privati. Non è assolutamente vero. Si tratta di un accordo di riconversione di interesse pubblico con tanto di protocollo di intesa siglato da vari soggetti presso la Regione Emilia Romagna il 28 gennaio 2011.

Ciò che mi ha meravigliato in questi anni è come l’amministrazione comunale abbia fatto buon viso alla continua reiterazione di promesse assurde di centinaia di posti di lavoro, quando questo progetto è uno schema che è stato distribuito in decine e decine di Comuni in mezza Europa. Ancora tre mesi fa Alan Fabbri, negando l’evidenza, andava promettendo che il pastificio sarebbe diventato realtà e avrebbe portato centinaia di posti di lavoro. Come è potuto accadere tutto questo? Sicuramente vi è stata una notevole superficialità da parte del sindaco e dei suoi collaboratori. Sono convinto, inoltre, che la proprietà sia anch’essa caduta in un vortice di promesse mai mantenute e che i soggetti istituzionali, soprattutto la Regione, avrebbero dovuto concedere meno rinvii per la compravendita dell’area tra la proprietà e i presunti investitori. La situazione economica di Bondeno è talmente difficile che, nonostante tutto, molti ci credono ancora. Ma ha ancora senso parlare di pastificio a Bondeno? Come stanno realmente le cose? A chi giova questa situazione indefinita? E i debiti lasciati da Enumplan? Nel maggio scorso ho inoltrato una richiesta scritta a Provincia e Regione affinché si attivassero per la convocazione di un tavolo regionale per discutere dei lavori non pagati alle aziende di Bondeno. Lo chiedo nuovamente. E’ il minimo che si possa fare. Sarebbe fondamentale che si iniziasse a fare chiarezza, partendo da questo e sapendo che chi vuole investire deve prima pagare i debiti lasciati sul territorio.

Giovanni Nardini

Consigliere Comunale Pd Bondeno

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