Cronaca
7 Agosto 2014
Previsti dall'accordo di programma tra Regione e ministero, ma per il Consorzio di bonifica ne servirebbero 40

Dissesto idrogeologico, opere per 17,5 mln a Ferrara

di Daniele Oppo | 6 min

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Opere per oltre 17,5 milioni di euro per prevenire e mitigare il rischio idrogeologico sono previste nel territorio di Ferrara. È quanto sancito dall’Accordo di programma sottoscritto nel 2010 tra Ministero dell’Ambiente e Regione Emilia-Romagna, della cui effettiva attuazione si dovrà occupare ora l’assessore regionale Paola Gazzolo, da poco nominata commissario ad hoc dal ministro.

L’Accordo di programma stanzia 144 milioni di euro per la manutenzione diffusa del territorio (cui è stato destinato il 18% delle risorse disponibili), la riduzione del rischio idrogeologico; le problematiche della montagna in termini di dissesto, la risoluzione dei principali nodi critici idraulici di pianura, la messa in sicurezza del litorale e la manutenzione straordinaria di opere di difesa della costa. Sul totale di 256 interventi finanziati, 145 risultano già terminati per un totale di 35,9 milioni. 58 opere sono in corso di esecuzione, per oltre 35,7 milioni di euro, mentre per 7 interventi – pari a 8,3 milioni – sono stati aggiudicati i lavori. Gli altri 64,1 milioni finanzieranno ulteriori 46 interventi nelle nove province.  “Ora auspichiamo che il governo trasferisca alla Regione l’ultima quota di risorse prevista dall’Accordo di programma, pari a 24 milioni, necessari a far partire 21 nuovi cantieri per la sicurezza del territorio – commenta la Gazzolo -. Si tratta di opere prioritarie – conclude – per le quali abbiamo già avviato la progettazione: l’obiettivo è quello di attuarle con la massima celerità appena disponibili i finanziamenti”.

In particolare per il territorio ferrarese sono stati previsti 1 milione e 300mila euro per l’ntervento di ripascimento del Lido di Volano – nei comuni di Comacchio e Goro – con sabbia prelevata dallo scanno di Goro; oltre 4,3 milioni per la realizzazione di nuova arginatura, per la separazione fisica della parte orientale di Valle Furlana (RA) da Valle Magnavacca nei comuni di Ravenna e Comacchio; 2 milioni per la realizzazione di un diaframma nella tratta di arginatura in destra idraulica del Po di Goro in località Monticelli di Mesola – VI tronco di custodia  – nel Comune di Mesola; 250mila euro per interventi di sistemazione idraulica nel comune di Bondeno; 2,1 milioni di euro per gli interventi alle opere di bonifica idraulica volti al contrasto dei fenomeni di subsidenza, e sistemazione idraulica di alcuni tratti del canale cittadino nelle località di Salvatonica e San Biagio nel comune di Bondeno; 3milioni di euro per la sicurezza idraulica della città di Cento con la realizzazione di invasi di accumulo a fini idraulico-ambientali; oltre 285mila euro per lo sdoppiamento delle luci chiavica a Passo Pedone nel comune di Comacchio; 1,5 milioni di euro per gli interventi alle opere di bonifica idraulica volti al contrasto dei fenomeni di subsidenza, sostituzione dei motori elettrici e quadri avviatori dei primi quattro gruppi idrovori per le acque basse dell’impianto idrovoro in comune di Codigoro; 1,6 milioni per le opere di bonifica idraulica volti al contrasto dei fenomeni di subsidenza, recupero funzionale, potenziamento, automazione delle opere idrauliche al servizio della bonifica di Valle Isola, a Lido delle Nazioni, Pomposa e Scacchi e, infine, 1,3 milioni di euro per le opere di bonifica idraulica volti al contrasto dei fenomeni di subsidenza, ripristino e sistemazione dell’alveo in dissesto del canale emissario Cembalina e miglioramento della funzionalità del nodo idraulico presso l’impianto idrovoro San Nicolò a Ferrara.

Opere e fondi necessari ma che sono lontani da quanto paventato dal Consorzio di bonifica della Pianura di Ferrara il cui presidente Franco Dalle Vacche, durante la conferenza stampa di presentazione del bilancio consuntivo 2013, aveva quantificato in 40 milioni di euro la cifra per gli interventi necessari alla prevenzione del dissesto nel territorio estense: “Anche se non risolvono tutti i problemi servono – ribadisce Dalle Vacche – per portare la sicurezza a condizioni più accettabili con interventi significativi grazie alla realizzazione di alcune nuove opere”.  Una pianificazione che per ora si scontra anche con i confini incerti delle competenze delle nuove Province così come delineate dalla riforma Del Rio: “Bisogna coinvolgere i Comuni per riuscire a trovare i finanziamenti necessari  dato il ruolo un po’ incerto delle Province – spiega Dalle Vacche -: ci sono già tanti progetti rimasti dentro il cassetto per via della mancanza di fondi”. Interventi che oggi sembrano ancora più urgenti se è vero quanto affermato ancora da Dalle Vacche nel luglio scorso sempre in sede di presentazione del bilancio consuntivo, quando denunciò che “il comprensorio ha investito molto poco nella sicurezza idraulica dato che negli ultimi 15 anni gli investimenti sono stati praticamente pari a zero nonostante il continuo aumento delle bombe d’acqua che aumenta di molto il rischio di allagamento”. Bombe d’acqua, ma anche normali acquazzoni che hanno colpito la provincia anche recentemente: a Cento ad esempio nella mattina del 5 agosto sono state tante le chiamate ai vigili del fuoco per scantinati e seminterrati allagati dopo l’acquazzone mattutino, stessa cosa era successa solo pochi giorni prima, quando a venir colpite dal maltempo erano state le frazioni e altri Comuni del territorio provinciale.

In Emilia Romagna il valore del dissesto idrogeologico sta superando la soglia del miliardo di euro, una quantificazione direttamente proporzionale al numero e al valore degli auspicabili interventi da fare al più presto per mettere in sicurezza le zone ad alto rischio. Questo è quanto prospettano i consorzi di bonifica dell’Emilia Romagna riuniti nel sistema Urber che hanno monitorato la situazione per tempo in modo capillare e che continuano a segnalare, proprio in considerazione della loro attività quotidiana, sui territori più fragili.

“Si stanno accelerando le tappe, ma rimane sempre il ritardo rispetto ai bisogni in quanto i fenomeni estremi continuano a mettere alla frusta l’intero territorio nazionale, creando non solo danni ma anche vittime”, commenta ancora la rete Urber. A tale proposito, la rete dei Consorzi di bonifica da tempo si è resa disponibile a fare la propria parte per “affrancare il territorio dal rischio idrogeologico”, aggiungendo che presso i Consorzi di bonifica a livello nazionale esiste una mappatura operativa del rischio ed i progetti cantierabili per oltre 3.500 interventi. Anche a livello Regionale, proprio in questi giorni dai Consorzi di bonifica, è stato segnalato alla Regione Emilia-Romagna un primo pacchetto di interventi “anti dissesto” da inserire in questo primo lotto di interventi da finanziare. “Un Paese che vuole governare il proprio futuro deve saper prevenire questi tipi di interventi – è stato il commento di Massimiliano Pederzoli, presidente dell’Unione Regionale delle Bonifiche dell’Emilia Romagna, a seguito degli ultimi disastri capitati nel primo weekend di agosto in molti territori del Paese –. A questo punto, non resta altro che fare presto e bene, visto che abbiamo appena messo in archivio un mese di luglio (simile a novembre) in cui al Centro Nord si sono abbattute piogge in aumento del 100% rispetto alla media degli ultimi decenni; per essere più precisi, per trovare un luglio simile bisogna risalire al lontano 1932”.

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