Sport
16 Luglio 2014
La decisione della Corte d'Appello potrebbe congelare il procedimento

Fallimento Spal, i creditori ‘appesi’ al ricorso di Butelli

di Ruggero Veronese | 3 min
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Cesare Butelli

Mentre a Ferrara prosegue il procedimento fallimentare, a Bologna si attendono gli esiti del ricorso che potrebbe vanificare tutti i passi fatti fino ad oggi. Intanto nel palazzo di giustizia estense sfilano gli avvocati dei creditori della società Spal 1907, dichiarata fallita il 31 marzo scorso dal tribunale di Ferrara dopo l’insuccesso dei tentativi di concordato proposti dall’ex presidente della società, Cesare Butelli, e dagli altri soci. Sono in tutto 118 le richieste di risarcimento, provenienti sia da importanti società ed enti nazionali (tra cui ad esempio l’azienda Usl e il marchio sportivo Asics), sia da ex dipendenti, membri dello staff e piccole imprese del territorio. Tutti in fila per chiedere la restituzione di quei soldi investiti in una società che, di sportivo, sembrava avere ormai ben poco.

L’imprenditore lucchese Butelli acquistò infatti nel giugno del 2008 il pacchetto di maggioranza della Spal e ne fu alla guida fino al luglio del 2012, quando venne esclusa dal campionato per problemi economici. Nei quattro anni ferraresi Butelli riuscì però a piazzare il suo colpo fortunato: il parco fotovoltaico benedetto dalle amministrazioni locali nella speranza di favorire l’attività sportiva della società. Grazie a quegli accordi stipulati tra Hera (proprietaria del terreno), Comune di Ferrara e gruppo bresciano Turra, come si evince dalla relazione del commissario giudiziale Paolo Montanari, quel progetto servì a rimpinguare le tasche di tanti. Tanti fuorché la Spal 1907: profitti per decine di milioni di euro al gruppo bresciano Turra (circa 6,8 milioni di euro annui garantiti nel ventennio, per un totale di 136 milioni, a fronte di un investimento iniziale di circa 50 milioni) e milioni di euro a Hera sotto forma di canone per la ex discarica Ca’ Leona (150mila euro all’anno per 20 anni). E anche l’ex presidente Butelli non è rimasto a becco asciutto con i suoi 1,9 milioni.

Nel frattempo precipitava sempre più il ‘core business’ della società: il calcio. E dal 18 settembre 2011 cominciarono a sollevarsi le voci dei creditori che avanzavano istanza di fallimento (il primo fu proprio la società Asics), nella speranza di vedersi consegnare quanto spettava loro dai curatori fallimentari. Il resto, per gli amanti del calcio ferrarese, è storia nota: in un’infinito tira e molla la proprietà avanzò numerose proposte di rientro, tutte sistematicamente bocciate dai creditori (l’ultima fu accolta da circa un decimo di questi). Fino al definitivo fallimento decretato dal tribunale.

Una decisione che sollevò il ricorso in Corte d’Appello da parte di Butelli, con l’avvio di un procedimento che proseguirà il prossimo settembre. Un procedimento che influenza anche la calendarizzazione del procedimento fallimentare attualmente in corso a Ferrara, dal momento che un eventuale successo del ricorso dell’ex presidente della Spal congelerebbe tutte le richieste risarcitorie ora al vaglio dei giudici. Durante la prima udienza il tribunale ha quindi esaminato 19 istanze portate dai creditori della società sportiva, accogliendone circa la metà, mentre per le successive bisognerà attendere le due sessioni fissate a ottobre, quando dalla Corte di Appello di Bologna emergeranno nuovi elementi sulla vicenda che ha portato al fallimento dello storico club estense.

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