Dom 1 Giu 2014 - 183 visite
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Stop Ttip: “Non esistono governi amici”

Zoratti: "Soltanto se verrà meno la segretezza dei negoziati, i cittadini potranno sventare gli effetti nefasti del patto"

Incontro TTIPSi è costituito ieri il comitato promotore della campagna “Stop Ttip”, con in prima fila il Comitato acqua pubblica di Ferrara ma anche con Rete Lilliput, laboratorio Alternativa, Gentedisinistra, Altra qualità – commercio equo e Comunità Emmaus. Un comitato destinato a raccogliere ulteriori adesioni per promuovere l’informazione e la mobilitazione di base contro il Transatlantic Trade and Investment Partneship, sintetizzato nell’acronimo Ttip.

“Non esistono governi amici e bisogna mantenere l’autonomia politica del sociale” è lo slogan lanciato da Alberto Zoratti, portavoce della campagna nazionale Stop Ttip dopo aver illustrato nel dettaglio la nascita e le finalità del Ttip, il patto transatlantico di libero commercio e investimenti tra Usa e Ue. “Soltanto se verrà meno la segretezza con cui stanno procedendo i negoziati, i cittadini potranno sventare gli effetti nefasti del patto che ha come obiettivo l’uniformità degli standard normativi, non tanto in materia di commercializzazione dei prodotti ma soprattutto in materia di investimenti”. Dal 2007 ad oggi, da quando cioè è cominciata la trattativa Usa-Ue, la Commissione europea (organismo non elettivo) “ha fatto centinaia di incontri solo con le imprese, senza minimamente consultare la società civile e le sue forme di rappresentanza organizzata”, come per esempio il Fairwatch, di cui Zoratti è esponente.

TTIP 5“L’approvazione del Ttip, che è un accordo bilaterale Usa-Ue – sottolinea il relatore – di fatto diventerebbe la chiave per attuare tutto ciò che l’organizzazione mondiale del commercio (Wto) non è riuscita ad imporre, toccando ogni campo dello scibile economico ovvero, per esempio, l’eliminazione del principio di precauzione, oggi adottato dall’Europa, in materia di prodotti agricoli, alimentari, farmaceutici e chimici in generale. Il Ttip sancirebbe anche il via libera per le imprese al ricorso agli organismi di arbitrato internazionale – continua il portavoce – di fatto dei tribunali di giudizio delle controversie tra Stati e imprese del tutto privati, pur in presenza di un efficace sistema ordinario di giustizia, sia in Europa che negli Stati uniti”.

“Molto aleatori anche i vantaggi per la cittadinanza dei due continenti – conclude Zoratti – in quanto gli studi sulle ricadute in termini di posti di occupazione e di crescita del Pil si realizzeranno nell’arco di 10 anni (dal 2017 al 2027) e hanno range di oscillazione molto ampi oltre che valori estremamente limitati. Per esempio si parla di un aumento dei posti di lavoro complessivo tra le 150 e 180.000 unità in Europa, dove aleggia una disoccupazione intorno ai 25 milioni”.

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